Autore:Livia Galletti

La Biodiversità nel carrello

Pubblicatodi il Mag 24, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana23: La biodiversità

Il 22 maggio appena trascorso è stata la giornata mondiale della biodiversità. La biodiversità è la varietà degli esseri viventi sul nostro pianeta e viene misurata in ecosistemi, popolazioni, specie, geni.

Il suo grandissimo valore è legato alla sopravvivenza della Terra: più biodiversità c’è più le specie avranno possibilità di adattarsi ai cambiamenti ambientali e di preservare gli ecosistemi nei quali vivono. La biodiversità costituisce la resilienza della Terra come la conosciamo.

Tutti gli organismi viventi sono interconnessi tra loro, perciò, salvaguardare la biodiversità, significa salvaguardare noi stessi. Dalla biodiversità dipendono l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo.

L’erosione dei suoli e la desertificazione dovuta ai cambiamenti climatici associati all’impoverimento delle colture a causa di coltivazioni intensive hanno impoverito il patrimonio di acqua potabile a disposizione e continuano a impoverirlo a tassi sempre più veloci anche mentre leggiamo questo articolo.

Non è difficile capire lo stretto legame tra nutrizione e biodiversità: meno specie di vegetali e animali commestibili significano meno variabilità in tavola, che invece sappiamo essere uno dei segreti per preservare la propria salute mangiando.

Ma anche il senso contrario vale e vale in negativo: meno variabilità a tavola porta chi produce cibo a coltivare o allevare sempre meno specie agricole e questo riduce la biodiversità.

I dati FAO in merito alla biodiversità in campo agroalimentare sono terribilmente sconfortanti:

  • il 7% delle 8800 specie di animali da allevamento sono estinte, il 24% sono a rischio di estinzione.
  • 3 specie animali da sole forniscono la maggior parte delle calorie nelle diete per l’uomo
  • le aree montane ospitano circa ¼ di tutta la biodiversità
  • un metro quadro di suolo contiene piu di 1000 specie di invertebrati
  • 3 specie agricole fruttifere o sementifere su 4 nel mondo dipendono, almeno in parte, dagli insetti impollinatori
  • 3 specie agricole da sole forniscono circa il 60% delle proteine e delle calorie quotidiane per tutti gli esseri umani nel mondo
  • il pesce contribuisce per il 20% alle calorie quotidiane di 3 miliardi di persone nel mondo

 

Come possiamo, quindi, con la spesa di ogni giorno, il gesto politico veramente alla portata di tutti, aiutare l’ecosistema pianeta Terra e noi stessi in quanto suoi abitanti? Come possiamo contribuire a preservare la biodiversità occupandoci anche della nostra salute?

I 6 punti di Save Humans Thursday

1 – privilegiamo produzioni locali. Questo avvantaggerà i prodotti del nostro territorio, che magari non saranno di grande moda, ma in questo modo continueranno a essere coltivati e non scompariranno.

2 – riscopriamo produzioni “antiche”. Non necessariamente vecchissime, ma utilizzate anche prima della rivoluzione agricola industriale. In questo modo si avvantaggeranno coltivazioni e allevamenti su larga scala tecniche agricole e agronomiche tradizionali, che rispettano i tempi e i modi della natura di quel territorio (per esempio, la coltivazione di legumi e cereali in filari attigui e la rotazione delle sementi)

3 – scegliamo piccoli produttori. È molto più facile che un piccolo produttore utilizzi sementi o animali razza locale e li coltivi/allevi con tecniche tradizionali rispetto a un produttore su larga scala.4 – compriamo in stagione. Favorire prodotti di stagione favorisce tecniche di coltura e allevamento meno intensive, con minor utilizzo di sostanze di sintesi e di mangimi industriali. Preserva inoltre la diversità delle sementi e delle razze animali.

5 – siamo curiosi di provare nuovi alimenti. Internet è un’enorme fonte di informazioni, se al mercato o al super vediamo un cibo che non conosciamo, locale e di stagione, compriamolo, cercheremo ricette a casa su internet (o nei libri di cucina per i meno tecnologici). 

6 – così come a casa in viaggio gustiamo sapori locali, per conoscere meglio il mondo e per diffondere le sane abitudini eco-nutrizionali che stiamo imparando con Save Humans Thursday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

La torta di pane antispreco

Pubblicatodi il Mag 10, 2018 in Le ricette, Save Humans Thursday
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Per la settimana 21 del progetto #SaveHumansThursday torniamo a parlare di ricette #antispreco. Avete mai utilizzato gli avanzi di pane raffermo per realizzare un ottimo dolce per la prima colazione? Ecco la ricetta della torta di #paneraffermo e #cioccolato fondente.

In Italia ogni giorno vengono gettati circa 1.300.000 kg di pane la cui produzione comporta ogni anno l’emissione di tonnellate di gas a effetto serra, le stesse prodotte da un’auto di media cilindrata e alimentata a benzina per percorrere la circonferenza della Terra per ben 67.000 volte. Il riscaldamento globale si contrasta anche a tavola.

http://ecobriciole.blogspot.it/2018/05/le-ricette-anti-spreco-torta-di-pane.html

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Cross Food

Pubblicatodi il Mag 8, 2018 in La spesa della nutrizionista
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Sapete ormai tutti che mi occupo di nutrizione funzionale e utilizzo alcuni protocolli di nutrizione antinfiammatoria in caso di malattie autoimmuni. In studio ricevo diverse persone affette da problematiche autoimmuni alla tiroide, al tessuto connettivo, fibromialgia, psoriasi, dermatiti atopiche e anche autoimmunità specifiche, cistiti e/o candidosi ricorrenti, nonché problemi femminili di disequilibri ormonali, fertilità, endometriosi, PCOS.

Per tutte queste persone, un tipo di alimentazione, la cosiddetta “evolutiva”, ma io preferisco chiamarla “antinfiammatoria”, può essere di grande aiuto. Oramai esistono diversi ricettari per potersi cucinare pasti in linea con i dettami funzionali di questo approccio nutrizionale, che utilizza farine inusuali ed esclude, tra le altre cose, glutine e latticini. Mancava in Italia uno shop al quale potersi riferire con tranquillità.cross-food

Cross Food è una realtà tutta italiana, fondata da due persone che ho il privilegio di conoscere dal vivo, Giordana e Dario, che sviluppa e commercializza dolci e snack in linea con l’approccio antinfiammatorio/evolutivo.

Sul sito https://cross-food.it trovate prodotti quali farine, spezie, dolcetti e snack tutti ottenuti senza conservanti e senza stravolgere le materie prime. Tutti i loro prodotti sono privi di glutine, lattosio, zucchero raffinato, lieviti, cereali, mais e grassi trans, e ricchi di fibre e vitamine essenziali. Ogni alimento e ogni cibo venduto ha una valenza funzionale, che sia per il cioccolato, che sia per i vegetali utilizzati come materia prima.

L’idea nasce dai problemi di salute di Giordana, vi lascio questa informazione, perché il fatto che lei per prima segua il tipo di alimentazione che promuove tramite la sua azienda è un ulteriore indice di attenzione.

Chi soffre di malattie autoimmuni sa che non c’è una pausa dalla convivenza con esse, quindi si potrebbe pensare che per stare bene sia necessario mortificarsi a tavola. Non è così e i prodotti Cross Food ne sono una prova.

Trovate Cross Food su Facebook, Instagram e sul loro sito

 

“Paleo” Banana-bread del riciclo

Pubblicatodi il Mag 4, 2018 in Le ricette
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Il Banana-bread è un dolce tipo plum cake di origine americana, facile da preparare e molto utile per recuperare le banane troppo mature. A seconda di cosa altro avete disponibile in dispensa e che sta per scadere, vi consiglio di arricchirlo con cioccolato fondente o frutta secca.

Questa versione è senza glutine e senza derivati del latte, adatta a celiaci, intolleranti al lattosio, a chi segue un’alimentazione di tipo antinfiammatorio.

Ingredienti

(6-8 porzioni)

120 g di farina di mandorle

4 cucchiai di cocco rapè

2 banane e 1/2

3 uova da galline free range

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di bicarbonato

una manciata di uvetta o 2 datteri o 2 albicocche secche (a seconda dei gusti)

1 pizzico di sale

1/2 banana per guarnire

circa 40 g di cioccolato fondente

Procedimento

Mescolare la farina di mandorle, con il cocco rapè, il bicarbonato, il sale e il cioccolato tritato grossolanamente al coltello.

In un robot o nel bicchiere del frullatore mettere le uova, il miele, le banane e la frutta disidratata se si gradisce usarla. Frullare alla massima potenza per un paio di minuti, o comunque fino a quando il composto diventa omogeneo.

Aggiungere gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare con delicatezza.

Ungere uno stampo da plumcake con olio di cocco o olio extravergine di oliva dal sapore delicato e cospargere di cacao in polvere o farina di mandorle, versare il composto.

Cuocere per 45-50 minuti a 180º nel forno statico.

 

L’inquinamento del suolo

Pubblicatodi il Mag 3, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo

su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana20: L’inquinamento del suolo

Si sta svolgendo a Roma in questi giorni il simposio della FAO “Soil Pollution” (inquinamento del suolo) che ha lo scopo di supportare l’implementazione di Linee Giuda volontarie nei vari paesi del mondo per combattere l’inquinamento del suolo.

Il suolo è un filtro che ci protegge da moltissimi contaminanti, smorzando la loro azione, però non ha capacità infinita di filtrazione e quando questa si esaurisce, i contaminanti finiscono anche nella catena alimentare.


Non ce ne rendiamo conto, ma il suolo non è rinnovabile e perchè se ne formi 1 centimetro servono 1000 anni, Senza suolo non avremmo le coltivazioni agricole, i pascoli e l’acqua filtrata di sorgente, quindi non avremmo cibo, medicine, acqua da bere.

Inoltre, il suolo scambia nutrienti con i vegetali, preservando la qualità anche delle coltivazioni a uso alimentare: un suolo sano, produrrà raccolti migliori.


Il 95% del nostro cibo è prodotto nel suolo, quindi per raggiungere l’obiettivo di aumentare la 54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su produzione alimentare del 50% entro il 2050 per sostenere la popolazione mondiale, dobbiamo occuparci seriamente della sua salute.

Sappiamo quanto sia importante la biodiversità per l’equilibrio e il benessere dela Terra, essa è il patrimonio che consente alla vita di perpetrarsi, perchè maggiore biodiversità c’è, maggiore adattamento ai cambiamenti (climatici, naturali, catastrofici) il nostro pianeta ha. Ebbene, nel suolo troviamo la maggior parte della biodiversità presente sulla Terra, ¼ di essa. Si dice che in un cucchiaio di suolo si trovino più organismi viventi che persone sul nostro pianeta. Per preservare la biodiversità del suolo, vanno adottate sempre più politiche agricole quali le coltivazioni biologiche, le rotazioni delle coltivazioni e dei pascoli, la conservation agriculture(*).

Ormai 1/3 del suolo è moderatamente o altamente degradato, a causa dell’erosione, della perdita di materia organica e di nutrienti, dell’acidificazione, della salinizzazione, della compattazione e dell’inquinamento chimico.

Una gestione agricola sostenibile può invertire la rotta e assicurarci un futuro con più certezza che ci sia cibo disponibile per tutti.

Nel nostro piccolo cosa possiamo fare per aiutare a fare sì che vengano compiute scelte sempre più sostenibili e a garanzia di un futuro migliore per tutti gli abitanti del nostro pianeta?

Quando facciamo la spesa:
  • prediligiamo prodotti di stagione. Le colture in serra o incrociate per sopravvivere a condizioni climatiche nno male al portafogli e al suolnon indicate fa
  • scegliamo colture “antiche”, in disuso o dimenticate. Il recupero di vecchie tradizioni agricole aiuterà il suolo a rimanere in salute
  • variamo il più possibile il contenuto del carrello, non fissiamoci sempre sugli stessi cibi. La biodiversità è la ricchezza della vita, promuoviamola.

  • privilegiamo le colture biologiche, aiuteremo a contrastare l’inquinamento da sostanze di sintesi.

Per saperne di più su #SaveHumansThurdsday seguici ogni giovedì su: 

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

(*)conservation agriculture: un sistema agricolo basato sul minimo impatto sul suolo, sulla tradizionale rotazione delle colture e copertura permanente del suolo, in base alla stagionalità, che serve a bloccare l’erosione e a produrre humus.

Einstein al suo cuoco la raccontava così

Pubblicatodi il Apr 30, 2018 in Cibo per la Mente - La MangiaLibri
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“Einstein al suo cuoco la raccontava così”

Robert L. Wolke

Universale Economica Feltrinelli 2010 cartaceo

Robert Wolfe è professore emerito di chimica alla University of Pittsburgh, teneva una rubrica su chimica, cibo e cucina sul Washington Post ed è conosciuto fuori dagli USA principalmente per i suoi libri di divulgazione scientifica.

“Einstein a suo cuoco la raccontava così” è una raccolta di domande che il professor Wolke ha ricevuto al Washington Post dai lettori della sua rubrica Food 101 e delle risposte che aveva dato.

Scopriamo quindi tante curiosità relative alla chimica degli alimenti, a quella delle tecniche di cucina e alla chimica-fisica della cottura, spiegate in modo comprensibile a tutti e organizzate per macro argomenti. Il libro contiene inoltre un discreto numero di ricette, ideate dalla moglie dell’autore, cuoca professionista.

Lo stile di Wolke è brillante, a volte tagliente, come spesso accade con i divulgatori scientifici made in USA. Le sue risposte sono sempre esaurienti e molto chiare, il livello delle domande e delle risposte è quello dell’uomo della strada. Ed è il punto di forza del libro, a mio parere.

Consiglio il libro ai lettori più curiosi e ai miei colleghi che si vogliano avvicinare alla chimica-fisica dei fornelli e alle tecniche di cucina.

Per gli appassionati di questi argomenti con conoscenze più avanzate può essere una piacevole lettura disimpegnata da avere in biblioteca, che non accrescerà il vostro sapere in questi ambiti.

Glifosate parte 2

Pubblicatodi il Apr 26, 2018 in Save Humans Thursday
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Per la settimana 19 del progetto #SaveHumansThursday pubblichiamo la seconda parte dell’approfondimento sul #glifosato.
Alla fine del 2017 la Commissione Europea ha prorogato per altri 5 anni l’autorizzazione al commercio di erbicidi a base di glifosato. Il dibattito è stato acceso e i pareri delle diverse agenzie, preposte al controllo del pericolo e del rischio, discordanti. Cosa sappiamo, ad oggi, riguardo alla possibile cancerogenicità del glifosato, ai suoi effetti sul sistema endocrino e al suo impatto sugli animali e sulla biodiversità delle piante?
 
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Olio nutriente e rilassante con olio di cocco e vaniglia

Pubblicatodi il Apr 25, 2018 in Nutri la tua bellezza
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Olio di cocco e vaniglia per la nostra pelle!
L’#oliodicocco è ricco di vitamina E, una molecola antiossidante molto preziosa per contrastare l’invecchiamento della pelle Inoltre, il suo alto contenuto di acidi grassi lo rende molto nutriente per l’epidermide.
L’olio di #mandorladolce ha anch’esso proprietà anti invecchiamento ed è utilizzato da secoli come potente anti smagliature.
La #vaniglia, conosciuta da tutti per il suo profumo inebriante, contiene molecole antiossidanti e calmanti, meglio rese disponibili se disciolte in un mezzo grasso.
Scaldate a bagnomaria 200 grammi di olio di cocco extravergine e scaldatelo a bagnomaria nel microonde o sul fornello, mescolatelo poi con due cucchiai di olio di mandorle dolci e i semini estratti da una bacca di vaniglia.
Ponete la miscela in un barattolo largo e n
on troppo alto ponete (perché sotto i 24 °C l’olio di cocco è in stato solido). Iniziate a utilizzarla dopo una settimana spalmandola sulla pelle umida, magari prima di coricarvi, in modo da godere di tutte le sue proprietà elasticizzanti, antiossidanti e calmanti.

Earth Day 2018

Pubblicatodi il Apr 19, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana18: Earth Day

Sabato 22 aprie si festeggerà la Giornata della Terra, una ricorrenza iniziata 48 anni fa negli Stati Uniti, il 22 aprile 1970, per protestare contro l’inquinamento industriale.

Oramai la Giornata della Terra coinvolge un movimento globale che si stima arrivi a circa un miliardo di persone che, ogni anno, per il 22 aprile organizzano e partecipano a iniziative di stampo ecologico.

Il tema di questa edizione è fermare l’inquinamento da plastica. Noi stesse abbiamo parlato in due occasioni di inquinamento da plastiche e microplastiche per Save Humans Thursday

(per rileggere gli articoli qui e qui )

Per conoscere tutte le iniziative e i progetti di Earth Day, vi rimandiamo al sito della campagna italiana http://www.earthdayitalia.org

Come possiamo limitare l’inquinamento da plastica nella nostra cucina?

Ecco qualche suggerimento pratico

1 – impiegare contenitori riutilizzabili per conservare gli alimenti, prediligendo quelli di vetro

2 – buttare i contenitori di plastica ormai inutilizzabili nell’apposita raccolta differenziata

3 – riutilizzare i sacchetti freezer dopo che si sono consumati i cibi che contenevano. Alcuni di quelli con la doppia cerniera si possono lavare in lavastoviglie una volta senza che perdano la forma. Quando non si possono più usare per i cibi possono essere impiegati per raccogliere le feci del cane, oppure per buttare nel cassonetto della plastica piccoli oggetti

4 – al posto dei sacchetti per alimenti usa e getta, munirsi di quelli di silicone lavabili in lavastoviglie e che durano anni. Si trovano nei negozi specializzati oppure online.

5 – per conservare frutta e verdura di piccole dimensioni, non usare la pellicola per alimenti, ma quelle di silicone sagomate riutilizzabili, che ora si trovano facilmente in diversi supermercati o casalinghi. Sono delle pellicole di silicone che si lavano a mano o in lavastoviglie e che chiudono ermeticamente la superficie di frutta e verdura tondeggianti tagliate a metà.

6 – invece che la pellicola per alimenti, coprire tegami e padelle con i coperchi morbidi riutilizzabili: solitamente anche questi sono di silicone alimentare. Durano anni e chiudono ermeticamente, parlo per esperienza.

7 – per conservare patate, cipolle, aglio, formaggi e insaccati, comprare i sacchetti di cotone appositi, che si lavano senza problemi in lavatrice e durano anni. È un’altra cosa che so per esperienza, ne ho di diversi tipi e li lavo da 10 anni,
non trasmettono odore, conservano a lungo

8 – per portare in fuori casa del cibo, per esempio il pranzo o degli spuntini, usare contenitori riutilizzabili e trasportarli in una borsa frigo invece che in un sacchetto di plastica. I barattoli di vetro di marmellate, sottaceti, sottoli e affini ben lavari, sono molto comodi per congelare alimenti liquidi o per portare con sé alimenti di dimensioni medio-piccole e morbidi. Per esempio, le uova sode, delle fragole intere, dei pezzetti di frutta, delle olive, dello yogurt.

9 – comprare più spesso possibile alimenti sfusi, oppure quelli con le confezioni maggiori, per poi porzionarli a casa in contenitori riutilizzabili. Per esempio, comprare lo yogurt nella confezione da 1 o da ½ kg farà risparmiare plastica da buttare che comprarlo nel vasetto da 125 o 150 ml

10 – prediligere l’acqua del rubinetto a quella minerale ogni volta che sia possiible e imbottigliarla da sé in bottiglie di vetro, oppure scegliere – laddove possibile – acque minerali in vetro. 

Tutti questi piccoli accorgimenti vi consentiranno di abbattere l’impronta ecologica della vostra cucina e di sprecare meno plastica.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

Per saperne di più su #SaveHumansThurdsday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e 

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Maschera rigenerante capelli all’olio di mandorle dolci

Pubblicatodi il Apr 18, 2018 in Nutri la tua bellezza
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Olio di mandorle dolci?

Si: sui capelli! Per l’appuntamento settimanale della rubrica Nutri la Tua Bellezza vi parliamo di una maschera rigenerante e idratante utile in caso di capelli secchi crespi e per le punte inaridite.

Vi serviranno solo: olio di mandorle dolci spremuto a freddo, semi di zucca, #semidigirasole e un frullatore.

L’olio di mandorle dolci è ricco di acidi grassi mono e polinsaturi e di vitamina E, che gli conferiscono proprietà emollienti, lenitive, antando via gli eccessi con acquaiossidanti e riparatrici per i capelli danneggiati.
Inoltre il magnesio contribuisce a contrastare il diradamento.

Dai semi di zucca e di girasole:
Selenio, un aiuto in caso di capelli grassi, e zinco, antiossidante e importante per il rinnovamento delle celle cellule del cuoio capelluto.

La maschera può essere utile anche per le unghie fragili e che tendono a spezzarsi.

Per preparare la maschera dovrete tritare i semi nel mixer fino a renderli una farina e unire l’olio di mandorle per ottenere una consistenza non troppo liquida. La maschera va applicata dalla radice alle punte prima del lavaggio e tenuta per 20-30 minuti. Successivamente sciacquate e lavate i capelli. È possibile ripetere per 1 o 2 volte a settimana.
Per le unghie, invece, potrete applicare il prodotto almeno 3 volte a settimana, massaggiando per lasciare assorbire l’olio e sciacqu