#Nutrizione

Vetro – settimana 32 di #savehumansthursday

Pubblicatodi il Set 20, 2018 in Save Humans Thursday
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Il vetro è un materiale dall’uso antichissimo che esiste in natura.

Si forma quando piccole particelle di quarzo si fondono a causa di alte temperature (il calore di un’eruzione vulcanica, un fulmine che cade su di una spiaggia quarzica) e si solidificano poi. È un fluido solidificato.
Già in Mesopotamia 9000 anni fa l’uomo aveva capito come produrre il materiale che già conosceva e usava perché reperibile in natura, pensiamo per esempio alle punte di ossidiana per le lance o ai raschietti dello stesso materiale che si ritrovano in reperti preistorici.
Il manufatto di vetro lavorato più antico che conosciamo oggi è una piccola coppa egizia colorata custodita al museo di Monaco di Baviera e risale al 1500 a.C

Il vetro è plasmabile, resistente e impermeabile, inodore e insapore, consente quindi di conservare unguenti, cosmetici, profumi, cibi, bevande senza alterarne le proprietà organolettiche.

Non viene prodotto con materie prime inquinanti, può essere riutilizzato pressoché all’infinito e si ricicla numerosissime volte, pertanto è considerato un materiale “pulito”.

Ve ne parliamo oggi, non tanto per la sua storia affascinante, che si intreccia con quella dell’Uomo moderno, ma per il suo utilizzo in cucina e il suo impatto ambientale minimo grazie alle sue qualità fisico-chimiche che consentono di riciclarlo in modo molto efficiente.

Innanzitutto il vetro non brucia se riscaldato, non produce perciò gas serra e consente di risparmiare energia rispetto al riciclaggio di altri materiali. Inoltre, il suo riciclo cosi energeticamente conveniente consente di
risparmiare sull’utilizzo di altri materiali, piu inquinanti e piu dispendiosi da trattare negli impianti di riciclaggio.
Separarlo dagli altri rifiuti al momento della raccolta differenziata gia a casa ci permette di garantire e aumentare il volume di questo processo di riclaggio ritenuto ecologico. Per darvi qualche numero: ogni tonnellata di rottame rifuso permette di risparmiare 1,2 tonnellate di materie prime e circa 100 Kg di combustibile.

Il vetro è il materiale ideale per conservare i cibi, le bevande, gli olii nelle nostre dispense e nei nostri frigoriferi. Come dicevamo, non trasmette sapori e odori al proprio contenuto ed è impermeabile, possiamo quindi usarlo per i solidi e per i liquidi.

Eccovi qualche consiglio pratico, oltre alla classica conservazione dei biscotti

  1. i vasetti dello yogurt o comunque quelli piccoli possono essere usati per portare al lavoro uno snack a base di frutta secca
  2. i vasetti della marmellata si possono usare per conservare in frigo gli spicchi dei limoni
  3. i vasi grandi, quelli per esempio delle confezioni famiglia di olive, possono essere riempiti a strati con il nostro pranzo da portarci in giro: sotto i cereali, poi la verdura, sopra il formaggio o la carne. In un altro piccolo vaso porteremo olio, pepe, sale e aceto e condiremo così la nostra insalata mista al momento del consumo
  4. per portare con noi le uova sode possiamo usare i vasi un poco più panciuti
  5. per le spezie, il sale, lo zucchero i vasi in vetro sono l’ideale per la conservazione in dispensa
  6. quelle che erano le bottiglie della birra, se verde scuro o marrone, sono molto comode per porzionare l’olio di oliva comprato in lattine da 5 o 10 litri al frantoio
  7. in frigorifero per riporre gli avanzi dei pasti, scegliendo i vasi in base a forma e dimensione
  8. il brodo si conserva molto bene in freezer nei vasi di vetro (attenzione a non riempirli fino all’orlo)

Avete l’abitudine di riutilizzare i contenitori in vetro e di separarlo nella vostra raccolta differenziata domestica?

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

La dieta persona

Pubblicatodi il Set 16, 2018 in Cibo per la Mente - La MangiaLibri
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La Dieta Persona

Tiziana Stallone

Tre60 2018 cartaceo

Conosco l’autrice e questo rende piu complicata la recensione.

In campo biomedico si usa un termine quando qualcuno guarda i dati senza essere obiettivo: bias. In italiano lo traduciamo con pregiudizio ma non è una traduzione perfetta, perché nella nostra lingua pregiudizio ha un significato solo negativo, bias risponde più alla traduzione dell’etimologia pre-giudizio: avevo un mio parere prima ancora di vedere i fatti e questo ha rovinato la mia obiettività. Poteva anche essere un parere positivo, non solo negativo.

Ecco, su questo libro ho un bias positivo, conosco Tiziana e mi piace molto. E il libro assomiglia tantissimo a lei. Dovevate saperlo prima di leggere cosa ne penso.

Il libro si apre con una corposa parte molto chiara di spiegazioni sul perché non dimagriamo e, soprattutto, sul perché ingrassiamo. Cenni di fisiologia della nutrizione, del metabolismo e del tessuto adiposo, spiegati in modo molto comprensibile senza che sia banalizzato alcun concetto. Il concetto di personalizzazione viene ribadito in continuazione, e concordo totalmente che sia la chiave per aiutare qualsiasi paziente arrivi nei nostri studi.

La seconda parte del libro descrive, anche grazie al pregevole aiuto dello psichiatra Domenico Mazzullo, quattro tipi di mangiatore. Che non vi anticipo, ma vi dico già che mi sono riconosciuta in uno anche senza essere sovrappeso.

Per ogni tipo di mangiatore abbiamo una bella introduzione, per capirlo o capirci e un’idea di dieta, uno schema ben personalizzabile per ciascuno.

Lo consiglio a tutti i colleghi: i giovani, perché possano subito capire che i quello che le università insegnano non sempre si ritrova nella pratica di ogni giorno; i più esperti che magari oramai, annoiati da anni di esercizio della professione si sentono senza stimoli; gli innamorati del nostro lavoro, ma anche i delusi e arrabbiati, c’è molto amore per ciò che studiamo e facciamo e per i pazienti in queste pagine.

Lo consiglio ai pazienti, perché possano magari capirne di più sulle basi di quello che succede quando mangiamo.

In questo periodo in cui di nutrizione parla chiunque dicendo qualsiasi cosa e con qualunque mezzo di divulgazione, credo che nozioni vere, spiegate bene, ma alla portata di tutti, siano una ventata di chiarezza.

A tutti lo consiglio sperando che si riconoscano nei tipi descritti – o in mescolanze di questi tipi. Se vi capita, mi fate sapere che tipo di mangiatore siete?

“Paleo” Banana-bread del riciclo

Pubblicatodi il Mag 4, 2018 in Le ricette
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Il Banana-bread è un dolce tipo plum cake di origine americana, facile da preparare e molto utile per recuperare le banane troppo mature. A seconda di cosa altro avete disponibile in dispensa e che sta per scadere, vi consiglio di arricchirlo con cioccolato fondente o frutta secca.

Questa versione è senza glutine e senza derivati del latte, adatta a celiaci, intolleranti al lattosio, a chi segue un’alimentazione di tipo antinfiammatorio.

Ingredienti

(6-8 porzioni)

120 g di farina di mandorle

4 cucchiai di cocco rapè

2 banane e 1/2

3 uova da galline free range

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di bicarbonato

una manciata di uvetta o 2 datteri o 2 albicocche secche (a seconda dei gusti)

1 pizzico di sale

1/2 banana per guarnire

circa 40 g di cioccolato fondente

Procedimento

Mescolare la farina di mandorle, con il cocco rapè, il bicarbonato, il sale e il cioccolato tritato grossolanamente al coltello.

In un robot o nel bicchiere del frullatore mettere le uova, il miele, le banane e la frutta disidratata se si gradisce usarla. Frullare alla massima potenza per un paio di minuti, o comunque fino a quando il composto diventa omogeneo.

Aggiungere gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare con delicatezza.

Ungere uno stampo da plumcake con olio di cocco o olio extravergine di oliva dal sapore delicato e cospargere di cacao in polvere o farina di mandorle, versare il composto.

Cuocere per 45-50 minuti a 180º nel forno statico.

 

Olio nutriente e rilassante con olio di cocco e vaniglia

Pubblicatodi il Apr 25, 2018 in Nutri la tua bellezza
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Olio di cocco e vaniglia per la nostra pelle!
L’#oliodicocco è ricco di vitamina E, una molecola antiossidante molto preziosa per contrastare l’invecchiamento della pelle Inoltre, il suo alto contenuto di acidi grassi lo rende molto nutriente per l’epidermide.
L’olio di #mandorladolce ha anch’esso proprietà anti invecchiamento ed è utilizzato da secoli come potente anti smagliature.
La #vaniglia, conosciuta da tutti per il suo profumo inebriante, contiene molecole antiossidanti e calmanti, meglio rese disponibili se disciolte in un mezzo grasso.
Scaldate a bagnomaria 200 grammi di olio di cocco extravergine e scaldatelo a bagnomaria nel microonde o sul fornello, mescolatelo poi con due cucchiai di olio di mandorle dolci e i semini estratti da una bacca di vaniglia.
Ponete la miscela in un barattolo largo e n
on troppo alto ponete (perché sotto i 24 °C l’olio di cocco è in stato solido). Iniziate a utilizzarla dopo una settimana spalmandola sulla pelle umida, magari prima di coricarvi, in modo da godere di tutte le sue proprietà elasticizzanti, antiossidanti e calmanti.

Maschera rigenerante capelli all’olio di mandorle dolci

Pubblicatodi il Apr 18, 2018 in Nutri la tua bellezza
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Olio di mandorle dolci?

Si: sui capelli! Per l’appuntamento settimanale della rubrica Nutri la Tua Bellezza vi parliamo di una maschera rigenerante e idratante utile in caso di capelli secchi crespi e per le punte inaridite.

Vi serviranno solo: olio di mandorle dolci spremuto a freddo, semi di zucca, #semidigirasole e un frullatore.

L’olio di mandorle dolci è ricco di acidi grassi mono e polinsaturi e di vitamina E, che gli conferiscono proprietà emollienti, lenitive, antando via gli eccessi con acquaiossidanti e riparatrici per i capelli danneggiati.
Inoltre il magnesio contribuisce a contrastare il diradamento.

Dai semi di zucca e di girasole:
Selenio, un aiuto in caso di capelli grassi, e zinco, antiossidante e importante per il rinnovamento delle celle cellule del cuoio capelluto.

La maschera può essere utile anche per le unghie fragili e che tendono a spezzarsi.

Per preparare la maschera dovrete tritare i semi nel mixer fino a renderli una farina e unire l’olio di mandorle per ottenere una consistenza non troppo liquida. La maschera va applicata dalla radice alle punte prima del lavaggio e tenuta per 20-30 minuti. Successivamente sciacquate e lavate i capelli. È possibile ripetere per 1 o 2 volte a settimana.
Per le unghie, invece, potrete applicare il prodotto almeno 3 volte a settimana, massaggiando per lasciare assorbire l’olio e sciacqu

Maschera viso al cacao, cannella e olio di semi di lino

Pubblicatodi il Apr 11, 2018 in Nutri la tua bellezza
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Ritorna il cacao tra i protagonisti della ricetta di Nutri la Tu Bellezza.
Oggi le sue proprietà antiossidanti, anti radicali liberi e e antinvecchiamento, si fondono con quelle analoghe della cannella per una maschera idratante e levigante. Il succo di limone, invece, potenzierà le caratteristiche disinfettanti e purificanti della cannella per rendere la maschera adatta anche a pelli acneiche. Ad avvolgere il tutto in una consistenza morbida utilizziamo l’olio di semi di lino che fornirà anche un ulteriore supporto antiage e antiinfiammazione.

Preparate la maschera di bellezza miscelando gli ingredienti in polvere con qualche goccia di succo di limone e aggiungendo olio di semi di lino fino a raggiungere una consistenza morbida ma non liquida.
Detergete bene il viso e il collo, magari anche con un peeling e applicate la maschera. Lasciate agire 15 minuti, risciacquate bene con acqua tiepida e poi applicate il vostro siero e la vostra crema abituali.

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 – WWD 2018

Pubblicatodi il Mar 22, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana14: World Water Day – WWD2018

Anche ques’anno, il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite.

Il tema per il 2018, 25º anno dell’iniziativa, è “Natura per l’Acqua”, cioè, quali soluzioni già esistenti in natura possiamo noi uomini adottare per contrastare i gravi problemi dei notri tempi legati all’acqua?

Sappiamo che i grandi cambiamenti climatici hanno portato instabilità in molte parti del mondo, con siccità, alluvioni, catastrofi naturali legate all’acqua, in molti paesi del Sud del mondo manca l’acqua potabile e intere popolazioni non hanno la sicurezza di poterne trovare domani.

L’aumento della popolazione mondiale causa spesso preoccupazioni per la possibilita di poter sfamare tutti in futuro, raramente, però ci si preoccupa dell’acqua.

L’acqua è indispensabile per la sicurezza alimentare, intesa come la garanzia di potersi nutrire adeguatamente. Le coltivazioni e gli allevamenti necessitano di acqua; l’agricoltura richiede tantissima acqua per l’irrigazione e non solo per le coltivazioni a scopo alimentare umano, pensiamo per esempio alle piantagioni di cotone, o di vegetali adatti all’alimentazione animale.

Le Nazioni Unite hanno calcolato che il consumo di acqua per motivi agricoli consta del 70% di tutto il consumo per uso umano, il 20% viene impiegato dalle industrie, il 10% di tutta l’acqua a uso umano viene consumata nel settore domestico e di questa solamente l’1% viene bevuta.

La produzione mondiale di cibo a oggi sarebbe sufficiente a sfamare tutti, ma circa 1 miliardo di persone non ha da mangiare perchè non possono pagare il cibo, infatti, nei paesi in via di sviluppo, il costo del cibo è la principale minaccia alla possiiblità di, letteralmente, mettere insieme colazione, pranzo e cena. Nei paesi in via di svilupppo, le persone spendono dal 50 all’80% dei loro introiti per acquistare cibo, che principalmente consta di materie prime e secche come farine e legumi.

Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,3 miliardi di persone nel 2030, per sfamarle tutte, la produzione di cibo dovrà raddoppiare e questo avrà un impatto sull’ambiente, principalmente sull’acqua.

Approssimativamente 1/3 del cibo prodotto per il consumo umano, circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene oggi perso o sprecato. Lo spreco medio pro capite per gli abitanti di Europa e Nord America è più alto che quello di chi vive nell’Africa Subsahariana e nell’Asia Sud Orientale: 95-115 kg/anno contro 6-11 kg/anno

Se non cambieremo le nostre abitudini alimentari, anche in termini di riduzione dello spreco, o modificheremo le filiere di produzione e consumo di cibo, se non ci saranno miglioramenti tecnologici nella produttività delle acque e dei terreni, il consumo di acqua nel mondo crescerà del 70-90% rispetto a oggi nei prossimi 40 anni.

L’acqua sarà probabilmente uno dei fattori limitanti la futura produzione di cibo nel mondo. Attualmente, 1,6 miliardi di persone vivono in aree in cui l’acqua già scarseggia e si prevede che per il 2025 i 2/3 della popolazione mondiale abiteranno in aree sottoposte a qualche forma di stress idrico.

Stime delle Nazioni Unite evidenziano che l’acqua necessaria per nutrire una persona, a seconda della sua dieta, varia tra le 1000 e le 3000 tonnellare per anno.

 

Inoltre, l’acqua impiegata in agricoltura è meno del 50% dell’acqua sprecata a causa di perdite durante il suo trasporto, di inefficienze del settore agricolo e di perdite sistematiche dovute a vari fattori. Esiste una crescente competizione per i terreni tra coltivazioni a scopo alimentare e coltivazioni per produrre bio-carburanti, per esempio 240 kg di mais sono necessari per produrre 100 litri di etanolo. Quindi, con 2500 litri di acqua, il mondo (noi) può (possiamo) produrre 1 litro di combustibile oppure nutrire una persona per un anno.

Ciò che ognuno di noi può fare nella sua quotidianità è cercare di sprecare meno cibo possibile. Iniziamo a fare la spesa portando una lista che compileremo mano a mano che finiamo gli alimenti durante la settimana, proseguiamo cercando di non stipare il frigorifero e la dispensa di più di quanto non ci sia necessario, per evitare di buttare cibo ancora commestibile o di farlo andare a male in casa. Impegniamoci ad acquistare prodotti di stagione (per approfondimenti sulle coltivazioni fuori stagione in Italia, clicca qui) e consumare il più possibile alimenti locali.

Il futuro della Terra e dei suoi abitanti è nelle mani di ciascuno di noi.

Vi lasciamo con l’animazione realizzata dal comitato per la Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite

https://youtu.be/4q6unaOiTzk

Ecco la nostra traduzione

“Ogni goccia d’acqua viaggia ininterrottamente attraverso il cielo, il suolo e i ruscelli…attraverso le nostre vite…e di nuovo verso la natura.

In molti posti, il nostro ambiente è danneggiato, lasciandoci con acqua inquinata o addirittura senza acqua.

La Natura è un’infrastruttura verde. Un sistema che ci fornisce l’acqua di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e prosperare.

Foreste e campi in salute prevengono il dilavmento dei terreni e delle sostanze chimiche verso i fiumi.

I laghi, le paludi e le piane alluvionali immagazzinano, purificano e controllano le acque.

In questa Giornata Mondiale dell’Acqua, esploriamo le soluzioni della natura alle nostre sfide idriche.

Giornala Mondiale dell’Acqua 2018 – La risposta è nella natura”

 

Per informazioni e materiali: www.worldwaterday.org www.un.org www.fao.org

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

Per saperne di più su #SaveHumansThurdsday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

 

Ogni Maledetta Luganega – Sport e carne rossa

Pubblicatodi il Mar 17, 2018 in Ogni Maledetta Luganega - IFL Magazine
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Il 26 ottobre 2015, la IARC rilasciava un comunicato stampa in merito ai risultati delle analisi dati su carni rosse e processate e possibili rischi di sviluppare tumori. La stampa non di settore aveva rimbalzato la notizia con titoli allarmisti che avevano spaventato molti.

Me ne ero occupata su richiesta di alcuni lettori.

 

Ogni Maledetta Luganega: Parliamo di sport e carne rossa