#Nutrizionista

Come si mangia un elefante?

Pubblicatodi il Gen 12, 2019 in Di tutto un po'
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Oggi ho incontrato due persone molto refrattarie al cambiamento. In altre parole, due persone molto attaccate alla loro “comfort zone”, cioè quell’area mentale di conforto, che conoscono bene.
Sono due persone che, però, non vivono bene, hanno tanti problemi di salute mille guai che sembrano concatenarsi uno con l’altro.

Ripensando a questi due incontri mi è venuta in mente questa riflessione.

Nei corsi di management aziendali, prima o poi viene fatta una domanda:
“Come si mangia un elefante?”
Ecco, non so se avete mai visto un elefante dal vivo, è tanto più grande e imponente di quanto nessun documentario possa rendere. In più, se c’è un mammifero che non ci ispira proprio l’idea di farne bistecche è l’elefante.

Quindi? Come si mangia un elefante?
Non si mangia? Si fa arrosto? Sarà buono lo spezzatino di elefante? Meglio le polpette?
La risposta c’è ed è:
“Tagliandolo a fette”.

Questa domanda classica dei corsi di management serve per far capire ai manager che ogni problema va scomposto in pezzi più piccoli per poter essere affrontato.

Lo stesso metodo serve per affrontare il cambiamento.

Quando arrivate nello studio di un nutrizionista, ci arrivate per un problema di salute – anche sovrappeso e obesità (per chi cerca solo un dimagrimento) sono problemi di salute.
I problemi di salute non nascono dal giorno alla notte, ma iniziano spesso senza essere visibili, crescono, esplodono, arrivano a cronicizzarsi.

Le abitudini possono far nascere un problema di salute e/o possono aggravarlo, così come possono controllarlo e/o risolverlo.

Insieme al vostro nutrizionista dovete cercare come scardinare il circolo vizioso che ha creato o tiene in vita il problema che vi ha portato nel suo studio.

Il nutrizionista è lì per darvi degli strumenti e per fare un po’ di strada insieme a voi, per aiutarvi a creare abitudini che prima spezzeranno il circolo vizioso, poi ne instaureranno uno virtuoso.

Ma l’elefante dovete mangiarlo da soli, una volta usciti da quello studio, a casa, al ristorante, alle feste.

Il percorso col vostro nutrizionista sarà più o meno lungo a seconda delle vostre necessità e dipende anche da cosa volete ottenere.
Ma è una fetta dell’elefante, non l’animale intero.

Iniziate a farvi i complimenti per avere tagliato la prima fetta del vostro elefante decidendo di andare da un nutrizionista ed essendovi presentati all’appuntamento.
Ora quello che dovete fare è continuare ogni giorno ad affettare quel mastodonte, senza colpevolizzarvi se capitano scivoloni e senza usare gli scivoloni come scuse mentali per aggrapparvi alla vostra comfort zone e tornarci dentro con tutti e due piedi.

Quante volte vi sento dire in studio che per uno sgarro avete mandato a monte il percorso di settimane o di mesi perché avete poi ricominciato a mangiare come prima? È come iniziare a tagliare a fette l’elefante per poi scappare e lasciare che a lui ricresca tutta la parte che eravamo riusciti a mangiare, significa poi trovarsi con un elefante ancora più grosso da affettare.

E allora su, rimbocchiamoci le maniche, facciamo un bel respiro, riempiamo la mente di pensieri belli, prendiamo forchetta e coltello e iniziamo a mangiare l’elefante.

A fette. Senza fretta. Senza sosta

Pancakes con farina di chufa e cannella

Pubblicatodi il Set 20, 2018 in Le ricette
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Questa mattina ero di corsa, come spesso capita, quindi con l’impasto dei pancakes, ne ho cucinato uno solo grande invece che tanti piccolini, per tagliare sui tempi.

Per un progetto che sto pianificando, sto usando spesso una farina particolare, quella di chufa, un tubero che in Italia si chiama zigolo dolce, diffuso in Spagna e noto nell’area di Valencia per la bevanda popolare che se ne ricava.

La farina di chufa ha un sapore di nocciole e mandorle e dà ai piatti in cui la si usa una consistenza “rustica”, simile a quella della farina di mandorle non sbucciate. È naturalmente senza glutine e quindi indicata per i celiaci (deve essere presente il simbolo della spiga barrata sulla confezione per evitare rischi di contaminazione) e per chi deve eliminare il glutine dalla propria alimentazione per motivi di salute. Visto il sapore e la consistenza particolari, può essere usata da tutti come alternativa ad altre farine per variare ogni tanto

La ricetta dei Pancakes farina di chufa e cannella 

(per 1 persona)

1 uovo da galline razzolanti

3 cucchiai di farina di chufa

latte di mandorla senza zuccheri aggiunti q.b.

1 punta di un cucchiaino di cannella

 

Mescolare bene la farina di chufa con la cannella e l’uovo, in modo che non si formino grumi. Aggiungere a filo il latte di mandorla finché la pastella non diventa cremosa, ma non troppo liquida.

Cuocere sui due lati in un padellino antiaderente molto caldo unto con burro chiarificato un cucchiaio alla volta.

Fatemi sapere se li preparate e se vi piacciono!

 

La dieta persona

Pubblicatodi il Set 16, 2018 in Cibo per la Mente - La MangiaLibri
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La Dieta Persona

Tiziana Stallone

Tre60 2018 cartaceo

Conosco l’autrice e questo rende piu complicata la recensione.

In campo biomedico si usa un termine quando qualcuno guarda i dati senza essere obiettivo: bias. In italiano lo traduciamo con pregiudizio ma non è una traduzione perfetta, perché nella nostra lingua pregiudizio ha un significato solo negativo, bias risponde più alla traduzione dell’etimologia pre-giudizio: avevo un mio parere prima ancora di vedere i fatti e questo ha rovinato la mia obiettività. Poteva anche essere un parere positivo, non solo negativo.

Ecco, su questo libro ho un bias positivo, conosco Tiziana e mi piace molto. E il libro assomiglia tantissimo a lei. Dovevate saperlo prima di leggere cosa ne penso.

Il libro si apre con una corposa parte molto chiara di spiegazioni sul perché non dimagriamo e, soprattutto, sul perché ingrassiamo. Cenni di fisiologia della nutrizione, del metabolismo e del tessuto adiposo, spiegati in modo molto comprensibile senza che sia banalizzato alcun concetto. Il concetto di personalizzazione viene ribadito in continuazione, e concordo totalmente che sia la chiave per aiutare qualsiasi paziente arrivi nei nostri studi.

La seconda parte del libro descrive, anche grazie al pregevole aiuto dello psichiatra Domenico Mazzullo, quattro tipi di mangiatore. Che non vi anticipo, ma vi dico già che mi sono riconosciuta in uno anche senza essere sovrappeso.

Per ogni tipo di mangiatore abbiamo una bella introduzione, per capirlo o capirci e un’idea di dieta, uno schema ben personalizzabile per ciascuno.

Lo consiglio a tutti i colleghi: i giovani, perché possano subito capire che i quello che le università insegnano non sempre si ritrova nella pratica di ogni giorno; i più esperti che magari oramai, annoiati da anni di esercizio della professione si sentono senza stimoli; gli innamorati del nostro lavoro, ma anche i delusi e arrabbiati, c’è molto amore per ciò che studiamo e facciamo e per i pazienti in queste pagine.

Lo consiglio ai pazienti, perché possano magari capirne di più sulle basi di quello che succede quando mangiamo.

In questo periodo in cui di nutrizione parla chiunque dicendo qualsiasi cosa e con qualunque mezzo di divulgazione, credo che nozioni vere, spiegate bene, ma alla portata di tutti, siano una ventata di chiarezza.

A tutti lo consiglio sperando che si riconoscano nei tipi descritti – o in mescolanze di questi tipi. Se vi capita, mi fate sapere che tipo di mangiatore siete?

Ogni Maledetta Luganega – It’s Gameday!

Pubblicatodi il Feb 27, 2018 in Ogni Maledetta Luganega
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Per la quarta uscita di Ogni Maledetta Luganega, nel 2015, avevo parlato di metabolismi muscolari e di come ogni ruolo fosse così diverso da avere coinvolgimenti metabolici propri. Per concludere, avevo dato qualche suggerimento per come affrontare il giorno della partita in termini di nutrizione e di idratazione.

Buona lettura

Ogni Maledetta Luganega: It’s GameDay!

 

 

“Questione di ormoni”

Pubblicatodi il Feb 27, 2018 in Cibo per la Mente - La MangiaLibri
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“Questione di Ormoni”

Marion Gluck e Vicki Edgson

Cairo editore 2012 cartaceo

Marion Gluck è un medico tedesco trapiantata in Australia e Vicky Edgson è una nutrizionista inglese.

Si occupano, collaborando, di pazienti con squilibri degli ormoni sessuali, utiizzando ormoni bioidentici la prima e l’alimentazione la seconda. Per la maggior parte si tratta di donne, ma anche qualche uomo ha chiesto il loro aiuto.

Ho trovato il libro interessante e ben scritto, pieno di esempi di casi reali arrivati ai loro ambulatori. Soprattutto le parti di Vicki, la nutrizionista, sono alla portata di tutti.

Le sezioni scrite da Marion, il medico, hanno sicuramente una grande attrattiva, ma è bene non lasciarsi trascinare in autodiagnosi o precipitare nell’agitazione dell’autosuggestione, ed è importante leggere i capitoli introduttivi come cultura generale, senza tentare di trasferirli nella propria vita. Le sue spiegazioni degli ormoni sessuali, delle loro funzioni, di come interagiscono e della loro importanza sono molto chiare e utili per farsi un quadro di come il nostro sistema ormonale sia una danza di numerosi ballerini che devono sapersi muovere in perfetta armonia.

Lo consiglio ai miei colleghi e al pubblico (con le accortezze qui sopra).

Se avete voglia di suggerirmi qualche libro da leggere e recensire per questa rubrica, mi farebbe molto piacere. Potete farlo come commento al post relativo a questo libro sulla mia pagina Facebook , oppure mandando una mail a

info@liviagalletti.com

 

Ogni Maledetta Luganega – E tu ti idrati abbastanza?

Pubblicatodi il Feb 20, 2018 in Ogni Maledetta Luganega
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L’idratazione è un aspetto fondamentale per lo sport, come la nutrizione, forse più della nutrizione. Per questo motivo è un mio pallino.

In questa terza uscita della prima stagione di Ogni Maledetta Luganega ho cercato di spiegarne l’importanza alle persone coinvolte nel Football Americano in Italia.

 

http://www.iflmagazine.it/ogni-maledetta-luganega-e-tu-ti-idrati-abbastanza/

Ogni Maledetta Luganega – Le linee guida per l’alimentazione dello sportivo

Pubblicatodi il Feb 13, 2018 in Ogni Maledetta Luganega
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Il secondo articolo che ho scritto per Ogni Maledetta Luganega trattava delle linee guida per l’alimentazione dello sportivo del 2009, redatte da  American Dietetic Association, l’associazione Dietitians of Canada e l’American College of Sports Medicine. 

Era l’ottobre del 2015, le linee guida erano in revisione e infatti l’ultima versione è uscita nel 2016; io ne ho riparlato sulla “Luganega” durante la stagione successiva, ci arriveremo.

Eccovi il pezzo dell’8 ottobre 2015.

Ogni Maledetta Luganega: Le linee guida per l’alimentazione dello sportivo

Ogni Maledetta Luganega – Che tipo di sport è il Football?

Pubblicatodi il Feb 5, 2018 in Ogni Maledetta Luganega
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Domenica scorsa (4 febbraio) si è giocato il 52º Super Bowl, la finale del campionato di football americano più importante al mondo.

Ripropongo oggi il primo numero di Ogni Maledetta Luganega, che uscì il 1 ottobre 2015 e nel quale spiegavo che tipo di sport fosse il football americano in termini di metabolismo muscolare coinvolto.

Eccolo qui per voi.

 

Ogni Maledetta Luganega: Che tipo di sport è il football?

Storia della “mia Luganega”

Pubblicatodi il Feb 2, 2018 in Ogni Maledetta Luganega
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Da settembre 2015 a gennaio 2016 e poi da  settembre a dicembre 2016, ho scritto alcuni articoli riguardanti Football Americano e Nutrizione per IFL Magazine, quello che allora era il Magazine on line di riferimento per il Football Americano in Italia. Anzi, quando siamo partiti, a gennaio 2015, eravamo qualcosa di veramente nuovo. La rubrica aveva un titolo per me ancora meraviglioso: Ogni Maledetta Luganega, ideato dal primo coordinatore di IFL Mag, Rendall Narciso. Le copertine di entrambe le edizioni più quella del numero tematico della Star Wars Week del 2015, furono realizzate per me da Paolo Re, le ho fatte stampare in alta definizione e le ho incorniciate, sono appese ai muri del mio studio. Le trovate come immagini qui.

La “mia Luganega”, come ancora la chiamo, è stata un’avventura incredibile per me. Molto sfidante, era difficile reperire referenze bibliografiche per alcuni argomenti, pensare ogni settimana a cosa proporre ai lettori – idealmente i giocatori italiani, ma mi leggevano anche coach e arbitri, nonché qualche dirigente – non era sempre semplice. È stata pioniera, prima della Luganega nessuno aveva scritto di nutrizione e football in Italia, per il movimento italiano. Sono sincera, più di un paio di articoli li riscriverei da capo, ma sono passati due anni abbondanti e questo è un buon segno per quanto mi riguarda, significa che io ho continuato a studiare e a formarmi, e che alcuni argomenti sono stati sviscerati più in profondità da chi fa ricerca nel campo.

La ripropongo qui, articolo per articolo,  come li scrissi allora, dopo essermi confrontata con Simone Mingoli, che ora coordina tutto il progetto IFL Magazine, e che ha accolto con entusiasmo l’idea di condividere nel mio blog quegli articoli.

Oltre a Rendall, Paolo e Simone, ci sono altre persone che voglio ringraziare.

Mario, Lorenzo e Davide: sono i tre che hanno insistito tantissimo perché io facessi nascere Ogni Maledetta Luganega, non ero sicura, non pensavo di esserne in grado, loro avevano la sicurezza che avrei fatto bene e mi hanno incitata mentre decidevo se scriverla, continuando a farlo fino all’ultimo numero.