#CiboConsapevole

Crema di barbe di carote, carota e chicchi di melagrana in coppetta rosa Crema di barbe di carote, carota e chicchi di melagrana

Crema di barbe delle carote – ricetta del recupero

Pubblicatodi il Ott 28, 2023 in Le ricette
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Se si fa la spesa dai produttori capita spesso di trovare mazzi di carote con la loro barba (i ciuffetti di foglie).

Carote con le barbe

Mazzo di carote con le barbe

Per me è sempre un grande dispiacere quando devo buttare cibo, quindi mi sono industriata per trovare un modo di usare le barbe delle carote, che sono commestibili, anche se troppo spesso vengono buttate via. Conosci già la mia attenzione allo spreco alimentare e trovi qui la mia infografica per contenerlo il più possibile

Le Barbe delle Carote

 

Con il ciuffo di barbe puoi preparare una crema come quella che ho fatto io, ma puoi anche frullarle con un po’ di olio – dopo averle sbollentate – e usare la salsina ottenuta come condimento di carne, pesce, verdure.

Le barbe delle carote hanno un sapore leggermente piccante, aromatico e se le sbollenti in tanta acqua salata e subito le metti in acqua freddissima, mantengono un bel colore verde brillante.

A tavola anche l’occhio vuole la sua parte, come dice il proverbio, ricorda sempre di trattarti bene anche nella presentazione di quello che mangi!

 

La mia ricetta per la crema di barbe delle carote

IngredientiCarote, aglio e melagrana su di un foglio di carta da pane

(per una persona)

Un mazzo di carote con un bel ciuffo di barbe

Una melagrana

Uno spicchio d’aglio

Olio Extravergine d’Oliva (qb)

Procedimento
Coltello che taglia le barbe delle carote

Taglio delle barbe delle carote

Taglia le barbe delle carote e separa le foglie dagli steli.

Sbuccia le carote con il pelapatate.

Metti a lavare le carote, le barbe, gli steli e le bucce.

 

 

 

 

 

 

Le bucce e gli steli, una volta asciutti, possono essere essiccati per poi usarli nel granulato vegetale fatto in casa (trovi la ricetta nel mio feed di instagram).

Bucce, steli delle barbe e carote sbucciate

Bucce, steli delle barbe e carote sbucciate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Barbe delle carote a sbollentare

Barbe delle carote a sbollentare

Fai bollire molta acqua salata e sbollenta per due minuti le barbe delle carote, poi buttale immediatamente in una ciotola piena di acqua freddissima.

 

 

 

 

 

 

 

Scalda in padella l’olio extravergine di oliva con lo spicchio di aglio, in modo da insaporirlo, lascialo raffreddare.

Taglia una carota a cubetti piccoli, io li ho fatti delle dimensioni dei chicchi della melagrana.

Chicchi di melagrana

Chicchi di melagrana

Sbuccia la melagrana e tieni da parte i chicchi.

 

 

Quando l’olio si sarà raffreddato, frullalo con le barbe delle carote e con un po’ dell’acqua con cui le hai raffreddate.Video – Barbe della carote frullate

Metti la crema in una fondina, aggiungi i cubetti di carota e i chicchi di melagrana, condisci con un giro di olio extravergine di oliva.

 

Crema di barbe di carote, carota e chicchi di melagrana in coppetta rosa

Crema di barbe di carote, carota e chicchi di melagrana

 

Questa crema ti permette di non buttarle barbe delle carote, di mangiare della verdura in un modo diverso dal solito ed è veramente buona! Il sapore leggermente piccante delle barbe si accompagna benissimo a quello acidulo dei chicchi di melagrana, i cubetti di carota aggiungono croccantezza alla consistenza cremosa.

Se provi a rifarla, fammi sapere se ti è piaciuta e mi puoi anche taggare su

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I cibi iperproteici

Pubblicatodi il Ott 17, 2023 in Know What You Eat
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Una delle ultime tendenze sui social e sugli scaffali dei supermercati, sono i cibi iperproteici.

Da qualche anno è un pullulare di “high protein”, “più proteine”, “crema proteica”, “pasta proteica” e via così.

  1. Come è iniziato il tutto
  2. Cosa sono i cibi iperproteici

    Tagliere di legno con biscottini al cioccolato proteici

    Tagliere di legno con biscottini al cioccolato proteici

  3. Quali sono i vantaggi dei cibi iperproteici
  4. Conclusioni
  5. Come è iniziato il tutto

Come è iniziato il tutto

Tutta la grande popolarità dei cibi iperproteici è iniziata con vendite tramite testimonial su Instagram da parte di aziende che si sono specializzate nella commercializzazione di alimenti fortemente processati reclamizzati come iperproteici.

Soprattutto in alcuni ambienti (palestre, sportivi, persone con la fissa del dimagrimento) l’introduzione nelle abitudini alimentari di cibi con l’etichetta “iperproteico” ha preso molto piede, supportata anche da codici sconto distribuiti sui social, per i quali, i vari testimonial ottenevano una percentuale sugli incassi.

Il messaggio veicolato da pubblicità di questo tipo era non esplicitato, ma chiarissimo: con questi prodotti iperproteici perderai peso, rimarrai in forma, avrai un corpo come il mio, perché contengono tante proteine.

Piano piano si è quindi diffusa la credenza che aumentare le proteine grazie a cibi industriali iperproteici aiuti a dimagrire, a rimanere nel peso forma e anche a mettere su muscolo.

Cosa sono i cibi iperproteici

Sono cibi, venduti online, in negozi fisici, nei supermercati e, a volte, anche nelle farmacie, che presentano un contenuto proteico più alto del corrispettivo.

Per esempio, un “budino proteico” è l’equivalente di un budino industriale, ma con più proteine.

Grazie al grande successo commerciale che stanno avendo, in etichetta è sempre riportata una frase (tecnicamente si chiama claim), oppure hanno un nome che rimandano all’alto contenuto in proteine: “proteico”, “alto in proteine”, “high protein”, “pro”, …

Attenzione: molte volte si pensa che un prodotto sia iperproteico per false credenze, per esempio, in caso di prodotti preparati con solo albumi, invece che con le uova intere.

Quali sono i vantaggi dei cibi iperproteici

Nessuno.

Partiamo dal concetto base: i cibi iperproteici non servono a niente.

Non c’è alcun vantaggio salutistico o in termini di peso corporeo nei prodotti iperproteici

Per controllare il peso o per tenersi in forma non servono a niente.

Ma la cosa più grave è che tutta questa importanza commerciale dei cibi iperproteici porta avanti la confusione totale tra carboidrati e proteine che sono macronutrienti e non pasta, pane, bistecche o uova, cioè alimenti.

Poi, passano informazioni superficiali e manipolate ad arte che hanno come conseguenza di una cattiva divulgazione in campo nutrizionale, il diffondersi di credenze errate tra le persone.

Tra l’altro, mi sono studiata qualche etichetta e ho trovato il corrispettivo iperproteico di un determinato cibo, prodotto e commercializzato dalla stessa azienda con un contenuto di proteine di ben 2 grammi in più rispetto al prodotto tradizionale.

Hai letto bene: 24 grammi di proteine ogni 100 grammi, invece che 22 grammi.

Allora, a me sembrano prese in giro enormi, a scapito del portafogli, delle abitudini nutrizionali e dell’equilibrio psicologico delle persone.

Conclusioni

Per tenerti in forma o per dimagrire – se ne hai necessità – i cibi iperproteici non ti portano nessun vantaggio, anzi, ti costano di più, non ti aiutano a imparare a mangiare come ti farebbe bene e, spesso, sono pieni di edulcoranti e sostanze assolutamente non necessarie nei corrispondenti cibi non iperproteici.

Imparare una nuova abitudine nutrizionale, quella dell’equilibrio felice, quella del mangiare col sorriso, non passa da scorciatoie commerciali che portano vantaggi solamente a chi produce o vende o fa da influenze per determinati prodotti.

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Il vino non è una fonte di resveratrolo

Pubblicatodi il Giu 15, 2022 in Di tutto un po', Nutrizione Funzionale
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Purtroppo nel nostro paese esiste ancora una narrativa non corretta dal punto di vista della salute sul vino.

Il settore enologico è sicuramente una parte importante della nostra economia, sia per quello che riguarda l’indotto interno che quello dell’export.

È buono il vino! Eccome. Sto parlando del vino di qualità, ovviamente. 

In una bottiglia di vino troviamo un intero mondo: l’uva, le altre specie vegetali, il suolo, gli insetti, le muffe, le tradizioni, le tecnologie, la cultura, la storia del territorio, le relazioni interpersonali, lo studio, le sperimentazioni, le scelte, le conoscenze di chi lo produce.

Abbiamo la stagionalità, il rispetto della terra, delle piante, la conoscenza della fermentazione, …mille e mille altre cose che ora sicuro dimentico.

Quindi, no, non sono astemia e non ce l’ho col vino, anzi.

Questo articolo si riferisce alla narrativa del vino rispetto alla salute e solo a questo.

Nella nostra cultura il vino è presente da prima di sempre credo, dai tempi degli antichi romani, abbiamo testimonianze nei vasi micenei, cretesi, greci che troviamo nei musei o fotografati nei libri.

In diverse rappresentazioni etrusche troviamo viti, persone con calici, otri, abbiamo vaselame con pampini stilizzati.

I reperti archeologici e storici fanno risalire la storia della vite ai Fenici, che dovrebbero essere stati gli importatori di questa pianta in Sicilia.

Nel secondo dopoguerra, Ancel Keys, un biologo e fisiologo statunitense che si occupava di nutrizione ha effettuato diversi studi, vivendo anche in Italia e possiamo considerarlo il “padre” della dieta mediterranea (ne parliamo in un altro articolo a breve).

Nei suoi studi notò anche come nei paesi del bacino del Mediterraneo il vino rosso fosse sempre presente a tavola. E il vino rosso entrò così nell’immaginario delle cose salutari associate alla “dieta mediterranea”.

Negli anni ’80 del secolo scorso, alcuni ricercatori francesi, per cercare di dare un nome a effetto per un fenomeno che avevano osservato, coniarono la famosa espressione “the French paradox” (il Paradosso Francese).

Il Paradosso Francese sarebbe quel fenomeno per il quale i francesi, seppur con un’alimentazione ricca di grassi animali saturi, presentavano una bassa incidenza di malattia cardiaca coronarica.

Un’osservazione, cioè, che contraddiceva tutta la ricerca nel campo nutrizione-malattie cardiovascolari iniziata poco dopo la II guerra mondiale, più di 30 anni prima.

Davvero, questa cosa contraddiceva tutti i dati raccolti in tutte le altre parti del mondo e agli scienziati i dati che contraddicono tutto il resto piacciono molto, perchè stuzzicano il pensiero.

Bisogna trovare una spiegazione! Agli scienziati piace molto capire e spiegare, quindi ci sono andati a nozze.

L’osservazione successiva fu che i francesi, rispetto alle altre popolazioni studiate, bevevano più vino di tutti, in special modo rosso.

Ed ecco la spiegazione! Il vino rosso contiene sostanze protettive per la salute del cuore e del sistema circolatorio.

Facciamo 2+2: in italia si beve vino rosso dalla notte dei tempi, l’Italia ha un numero di persone con malattie cardiovascolari simili alla Francia.

La somma dà 4: l’abitudine di bere vino rosso degli italiani è positiva per la salute.

E via a supportare studi sulla composizione del vino rosso. Che contiene tante sostanze, tra cui una, oramai super famosa, il resveratrolo.

Ecco com’è iniziata questa narrativa, che continua perché il vino è buono ed è importante per la nostra economia.

La teoria del French Paradox è stata confutata:

al tempo della raccolta dei primi dati i francesi mangiavano in realtà in modo molto più salutare delle popolazioni con cui erano stati confrontati

il vino rosso non ha alcuna azione protettiva sulla nostra salute

Il resveratrolo, la super star di questa narrazione, ha, in letteratura, dati contrastanti sulla propria efficacia se assunto come integratore (attenzione al dosaggio, senti il parere di un professionista della nutrizione e non fare il fai da te).

Il gruppo di molecole al quale il resveratrolo appartiene – i polifenoli – hanno, invece, dimostrato negli anni, di essere efficaci in prevenzione, sopratutto se assunti con il cibo.

Il vino, chimicamente, è una soluzione di diversi composti, in alcool etilico.

L’alcool etilico è il solo composto della famiglia chimica degli alcooli che possiamo metabolizzare senza morirne.

L’alcool etilico, come tutti gli alcooli, ha proprietà microbicide (cosa stiamo usando da due anni per disinfettare? Alcool diluito), quindi è dannoso per tutti i nostri microbioti: intestinale, cutaneo, polmonare, vaginale, oculare, …per tutti.

L’alcool etilico non ci fa bene, non ne esiste una quantità minima raccomandata, va consumato raramente, meglio ancora non consumato, soprattutto se in presenza di malattie importanti.

Quindi, godiamoci il nostro bicchiere di vino quando siamo con gli amici (uno, non mezza bottiglia), non consumiamolo tutti i giorni e, soprattutto, smettiamola di dire che è una fonte di resveratrolo.

Il vino è una fonte di alcool etilico. Cambiamo la narrativa per migliorare la nostra salute.

Lo so, questo articolo scatenerà polemiche infinite, ma era il momento di non stare più zitta.

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Pesto di Cavolo Nero – 100 anni di LILT

Pubblicatodi il Feb 13, 2022 in Le ricette, LILT. 100 anni di prevenzione
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LILT compie 100 anni in questo 2022 e LILT Bologna mi ha chiesto di realizzare una ricetta al mese in ottica prevenzione.

Qui da me troverete solo la foto finale, tutti i dettagli per ingredienti, procedimento e proprietà saranno sul sito di LILT Bologna, alla sezione Kitchen-LILT

Per la seconda ricetta, quella di febbraio, ho pensato a un modo diverso di servire una verdura di stagione ricca di proprietà.

Ecco il mio Pesto di Cavolo Nero con Mandorle e Arancia.

Fidaveti: è semplicissimo da preparare, buono come non si immagina, versatile nell’utilizzo e pieno di salute!!!

Qui il link alla ricetta completa:

https://www.legatumoribologna.it/kitchen-lilt/pesto-cavolo-nero

Pan Brioche morbidissimo

Pubblicatodi il Gen 9, 2022 in Le ricette
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Sto approfittando dei ritmi ancora rallentati degli ultimi giorni di vacanza per cucinare per alcuni progetti. Era tanto che non cucinavo con qualche obiettivo che non fosse sfamarmi.

Quindi, ho voluto preparare questo pan brioche super morbido e molto facile. Non ho usato ingredienti particolari, ma quelli classici delle torte casalinghe e del lievito di birra.

Questo perché non c’è sempre bisogno della ricetta “healthy“, “fit” o chissà cosa.

Mi piacciono gli impasti, mi piace preparare lievitati, mi rilassa molto.

Pan broche morbidissimo

Ingredienti

500 g di farina tipo 1

50 g di zucchero

50 g di burro

300 ml di latte intero

un pizzico di sale

lievito – non quello per dolci vanigliato: di birra, di birra secco, pasta madre (io ho usato quello di birra secco, va bene anche il lievito madre, calcolate la quantità in base alla farina)

Procedimento

Se partite dal lievito di birra, scioglietelo in un po’ di latte tiepido.

Impastate farina, latte, lievito e zucchero. Tagliate a dadini il burro e aggiungetelo per ultimo. Impastate (se avete l’impastatrice vi aiuta molto, io non l’ho e quindi ho fatto a mano), almeno una quindicina di minuti, in modo da ottenere un impasto liscio e che si stacca dalla ciotola.

Lasciate lievitare fino al raddoppio. Qui i tempi dipendono dal lievito che avete deciso di usare: circa tre ore per il lievito di birra, almeno 12 per il lievito madre.

Create dei cordoncini dall’impasto e intrecciateli. Io solitamente lo intreccio a 4 cordoni, ma va bene anche a 3.

Mettete la treccia in uno stampo da plumcake imburrato, coprite con un canovaccio e fate lievitare almeno un’altra ora per il lievito di birra e almeno altre tre ore per il lievito madre.

Spennellate con un poco di latte e infornate a 200° per circa 30 minuti – ogni forno è diverso.

 

Ed ecco il vostro pan brioche morbidissimo! dura circa una settimana se ben chiuso, io lo mangio a colazione con burro e confettura, con la spalmabile di nocciole ed è molto buono anche leggermente tostato in forno o nel tostapane!

Su instagram trovate il reel con il procedimento passo-passo!

La colazione dei bambini – Torta di carote

Pubblicatodi il Set 13, 2020 in Le ricette
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Sono stata coinvolta da una collega in un suo Contest su instagram che prevede la realizzazione di ricette per la colazione dei più piccoli.

L’obiettivo è quello di darvi una mano a non proporre sempre merendine e biscotti industriali, ma poter creare dei piatti bilanciati dal gusto dolce, ma senza un eccesso di zuccheri

Ho pensato a una torta di carote super semplice, senza lattosio, da preparare col frullatore in 10 minuti + il tempo di cottura

Torta di carote

Ingredienti

150 g di farina integrale (io non ne avevo più e ho usato quella di farro, che va ugualmente bene)

50 g di farina di mandorle

2 uova da galline felici

70 g di miele millefiori

50 g di olio di semi di girasole

150 g circa di carote (a occhio, sono tre carote medie)

1 bustina di lievito per dolci o cremor tartaro attivato con bicarbonato

Procedimento

Frulliamo il miele con le uova, non appena saranno spumose, aggiungiamo le carote crude a tocchetti e ricominciamo a frullare

 

 

 

 

 

Mettiamo nel boccale del frullatore olio, farina e lievito e frulliamo ancora

Versiamo la crema ottenuta in uno stampo da 24 cm e inforniamo a 170° con il forno ventilato per 30 minuti (vale la prova

stecchino perché ogni forno è diverso. Lasciamo raffreddare fino al mattino dopo

 

Io ho pensato di guarnirla con una crema 100% mandorla e cocco, che è naturalmente dolce e una spolverata di polline, anch’esso naturalmente dolce e fonte di minerali preziosi.

 

Fatemi sapere se provate a prepararla!

Risotto asparagi e crescenza anti-spreco

Pubblicatodi il Mag 14, 2020 in Le ricette
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Gli asparagi sono una delle mie verdure preferite e, ora che è maggio, sono in piena stagione.

Uso di solito gli asparagi verdi, perchè nella mia zona sono tipici, ma anche quelli bianchi mi piacciono tantissimo.

Il problema degli asparagi, di solito, è che si produce molto scarto utilizzandoli in cucina, con questa ricetta del risotto asparagi e crescenza, vi mostro come usarne ogni parte e non buttare via niente!

Risotto asparagi e crescenza anti-spreco

Ingredienti (4 persone)

280 g di riso (io ho usato il riso baldo biologico)

200 g di crescenza

500 g di asparagi verdi

1 piccola cipolla dorata

due cucchiai di parmigiano reggiano

olio extravergine di oliva o burro per il soffritto

1 cucchiaino di dado granulare vegetale (io ho il mio fatto in casa)

sale e pepe a piacere

Procedimento

Tagliamo la parte legnosa degli asparagi, poi separiamo la parte tenera del gambo dalle punte e laviamo molto bene il tutto. Teniamo da parte le punte.

aggiungendo un po’ del brodo che abbiamo preparato con la parte legnosa dei gam
Mettiamo la parte legnosa in pentola a pressione con un po’ d’acqua, il dado vegetale e lasciamo cucinare per 20 minuti dal fischio. Buttiamo i gambi e teniamo il brodo ottenuto.

Rosoliamo la cipolla dorata nell’olio o nel burro e, quando è imbiondita, aggiungiamo le parti più tenere dei gambi, tagliate a tocchetti, lasciamo cucinare a fuoco medio per 5 minuti circa.

Facciamo tostare il riso nella pentola dove abbiamo iniziato a cucinare le parti tenere dei gambi, sfumiamo con un po’ di vino biancoe copriamo con il brodo delle parti legnose. Lasciamo cucinare a fuoco basso, mescolando e aggiungendo poco brod

o mano a mano che si asciuga. Serviranno 14-16 minuti a seconda della varietà di riso
che abbiamo scelto. 5 minuti prima della cottura ottimale del riso, aggiungiamo le punte degli asparagi.


A fine cottura mettiamo la crescenza, mescoliamo finche non si scioglie bene, poi togliamo dal fuoco, aggiungiamo il parmigiano e mescoliamo con energia.

Versiamo nei piatti e gustiamo!

Questo piatto può essere considerato un piatto unico.

Ricordate che il brodo di gambi di asparago è utile per cucinare altri risotti a base vegetale, oppure per stufare altre verdure, oppure per allungare delle vellutate. Io lo congelo, così ne ho sempre un po’ in freezer.

 

Sformato con le foglie di cipolla – ricetta del recupero

Pubblicatodi il Apr 28, 2019 in Le ricette
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Le cipolle sono un ortaggio ricco di sali minerali e vitamine utili per la nostra salute.

Sono prive di grassi, hanno poche proteine poco biodisponibili, fibra e molte poche calorie.

i loro principali elementi nutritivi sono la vitamina C e vitamine del gruppo B, potassio, fosforo, calcio e manganese. Le foglie contengono più vitamina A e C del bulbo e sono molto ricche di vitamina K.

Però, non mangiamo le foglie della cipolla, al massimo quelle dei cipollotti ed è un vero peccato, in termini nutrizionali e anche per quello che riguarda lo spreco di cibo, che sapete essere un argomento che mi sta molto a cuore.

Ho trovato un bel mazzo di cipolla di Tropea IGP, con anche tutte le foglie e l’ho comprato, chiedendo di non tagliare via le foglie per buttarle. Le ho usate per uno sformatino facile, che può costituire un secondo piatto o un antipas

Ho essiccato quelle avanzate per poi usarle per il mio solito brodo granulare vegetale.

 

 

Sformato di foglie di cipolla Rossa di Tropea IGP.

Ingredienti

foglie di cipolla Rossa di Tropea IGP a piacere

4 uova da galline razzolanti

4 cucchiai di pane grattato (o di farina di mandorle)

4 cucchiai di parmigiano reggiano

1 bicchiere di latte (o bevanda vegetale di mandorle senza zucchero)

1 pizzico di sale di Cervia aromatizzato alle erbe

Procedimento

Lavare le foglie delle cipolle e affettarle finemente

Montare bene le uova insieme al pane grattato, al parmigiano e al latte con una frusta a mano, aggiungere il sale.

Disporre i pezzetti delle foglie di cipolla in una pirofila unta con un filo di olio extravergine di oliva e spolverizzata di pane grattato. Aggiungere il composto delle uova.

Cuocere in forno a 180 º per circa 30 minuti.

È buono sia caldo che freddo.

Torta di pane e cioccolato – ricetta del recupero

Pubblicatodi il Apr 25, 2019 in Le ricette, Save Humans Thursday
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#settimana36 di Save Humans Thursday, con una ricetta del doppio #recupero.


Torta di pane e cioccolato

300 g di pane raffermo (per me il pane sesamo e noci de Il Forno di Calzolari)
3 bicchieri di latte, anche vegetale (per me, di mandorla dolce senza zuccheri)
10g di zucchero
2 uova da

50 g di uvetta
200g di cioccolato fondente (dalle uova di Pasqua)
2 cucchiai di noci avanzate (per me noc)

Fate ammollare il pane nel latte.
Montate bene le uova con il cucchiaino di zucchero e intanto ammollate l’uvetta in acqua tiepida.
Quando il pane avrà creato una pappetta nel latte, aggiungete tutti gli altri ingredienti.
Cucinare in forno a 180 gradi per circa 45 minuti.

Con questa torta recuperiamo:
🥖 pane raffermo
🍫 cioccolato delle uova di Pasqua
e quegli avanzini di frutta secca che non so da voi, ma nella mia dispensa non mancano mai.

Vetro – settimana 32 di #savehumansthursday

Pubblicatodi il Set 20, 2018 in Save Humans Thursday
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Il vetro è un materiale dall’uso antichissimo che esiste in natura.

Si forma quando piccole particelle di quarzo si fondono a causa di alte temperature (il calore di un’eruzione vulcanica, un fulmine che cade su di una spiaggia quarzica) e si solidificano poi. È un fluido solidificato.
Già in Mesopotamia 9000 anni fa l’uomo aveva capito come produrre il materiale che già conosceva e usava perché reperibile in natura, pensiamo per esempio alle punte di ossidiana per le lance o ai raschietti dello stesso materiale che si ritrovano in reperti preistorici.
Il manufatto di vetro lavorato più antico che conosciamo oggi è una piccola coppa egizia colorata custodita al museo di Monaco di Baviera e risale al 1500 a.C

Il vetro è plasmabile, resistente e impermeabile, inodore e insapore, consente quindi di conservare unguenti, cosmetici, profumi, cibi, bevande senza alterarne le proprietà organolettiche.

Non viene prodotto con materie prime inquinanti, può essere riutilizzato pressoché all’infinito e si ricicla numerosissime volte, pertanto è considerato un materiale “pulito”.

Ve ne parliamo oggi, non tanto per la sua storia affascinante, che si intreccia con quella dell’Uomo moderno, ma per il suo utilizzo in cucina e il suo impatto ambientale minimo grazie alle sue qualità fisico-chimiche che consentono di riciclarlo in modo molto efficiente.

Innanzitutto il vetro non brucia se riscaldato, non produce perciò gas serra e consente di risparmiare energia rispetto al riciclaggio di altri materiali. Inoltre, il suo riciclo cosi energeticamente conveniente consente di
risparmiare sull’utilizzo di altri materiali, piu inquinanti e piu dispendiosi da trattare negli impianti di riciclaggio.
Separarlo dagli altri rifiuti al momento della raccolta differenziata gia a casa ci permette di garantire e aumentare il volume di questo processo di riclaggio ritenuto ecologico. Per darvi qualche numero: ogni tonnellata di rottame rifuso permette di risparmiare 1,2 tonnellate di materie prime e circa 100 Kg di combustibile.

Il vetro è il materiale ideale per conservare i cibi, le bevande, gli olii nelle nostre dispense e nei nostri frigoriferi. Come dicevamo, non trasmette sapori e odori al proprio contenuto ed è impermeabile, possiamo quindi usarlo per i solidi e per i liquidi.

Eccovi qualche consiglio pratico, oltre alla classica conservazione dei biscotti

  1. i vasetti dello yogurt o comunque quelli piccoli possono essere usati per portare al lavoro uno snack a base di frutta secca
  2. i vasetti della marmellata si possono usare per conservare in frigo gli spicchi dei limoni
  3. i vasi grandi, quelli per esempio delle confezioni famiglia di olive, possono essere riempiti a strati con il nostro pranzo da portarci in giro: sotto i cereali, poi la verdura, sopra il formaggio o la carne. In un altro piccolo vaso porteremo olio, pepe, sale e aceto e condiremo così la nostra insalata mista al momento del consumo
  4. per portare con noi le uova sode possiamo usare i vasi un poco più panciuti
  5. per le spezie, il sale, lo zucchero i vasi in vetro sono l’ideale per la conservazione in dispensa
  6. quelle che erano le bottiglie della birra, se verde scuro o marrone, sono molto comode per porzionare l’olio di oliva comprato in lattine da 5 o 10 litri al frantoio
  7. in frigorifero per riporre gli avanzi dei pasti, scegliendo i vasi in base a forma e dimensione
  8. il brodo si conserva molto bene in freezer nei vasi di vetro (attenzione a non riempirli fino all’orlo)

Avete l’abitudine di riutilizzare i contenitori in vetro e di separarlo nella vostra raccolta differenziata domestica?

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista