#CiboVero

Torta con fichi e mandorle senza glutine

Pubblicatodi il Set 9, 2018 in Le ricette
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Finalmente ho qualche minuto per postare la ricetta della torta con i fichi che ho preparato una decina di giorni fa. Sono ancora in tempo perché la proviate con gli ultimi fichi di stagione.

Ho usato dei fichi 100% selvatici, quindi biologici in senso stretto: li colgo da alberi che crescono spontaneamente in campagna quando vado a camminare col cane.

Ho preparato questa torta naturalmente senza glutine e adatta a un’alimentazione “paleo” una domenica mattina. È molto indicata per la merenda dei bambini o per finire in dolcezza un pasto del giorno di festa. Si prepara in pochi minuti e sta in forno una mezz’ora, non ci sono scuse, quindi, per non sfruttarla come alternativa alle merendine!

Ingredienti

300 g di fichi

100 g di farina di riso

100 g di farina di mandorle

50 g di tapioca

2 uova da galline felici

100 g di burro chiarificato

2 cucchiai di miele (millefiori o acacia, un miele dolce)

1 pizzico di sale

1 cucchiaino di bicarbonato

il succo di 1/2 limone

la scorza di 1/2 limone

Facoltativi

1 cucchiaino di zucchero di cocco

1 cucchiaio di mandorle tritate grossolanamente

Procedimento

Lavate bene i fichi e affettateli a rondelle. Mescolate le farine con la tapioca, il pizzico di sale, la scorza di limone e il bicarbonato.

Montate benissimo le uova insieme al burro, che devono essere entrambi a temperatura ambiente. Aggiungete il miele e ilMescolate il composto di uova e burro con gli ingredienti secchi e mettete il tutto in uno stampo da 22 centimetri. Ricoprite la torta con le rondelle di fichi succo di limone.

Se lo gradite, potete cospargere la superficie della torta con un cucchiaino di zucchero di cocco e un cucchiaio di mandorle tritate grossolanamente (io l’ho fatto).

Infornate a 180º per circa 30 minuti, fate sempre la prova dello stecchino prima di sfornare.

Aspettate che la torta si raffreddi e servitela.

Fatemi sapere se vi è piaciuta!

 

La Biodiversità nel carrello

Pubblicatodi il Mag 24, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana23: La biodiversità

Il 22 maggio appena trascorso è stata la giornata mondiale della biodiversità. La biodiversità è la varietà degli esseri viventi sul nostro pianeta e viene misurata in ecosistemi, popolazioni, specie, geni.

Il suo grandissimo valore è legato alla sopravvivenza della Terra: più biodiversità c’è più le specie avranno possibilità di adattarsi ai cambiamenti ambientali e di preservare gli ecosistemi nei quali vivono. La biodiversità costituisce la resilienza della Terra come la conosciamo.

Tutti gli organismi viventi sono interconnessi tra loro, perciò, salvaguardare la biodiversità, significa salvaguardare noi stessi. Dalla biodiversità dipendono l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo.

L’erosione dei suoli e la desertificazione dovuta ai cambiamenti climatici associati all’impoverimento delle colture a causa di coltivazioni intensive hanno impoverito il patrimonio di acqua potabile a disposizione e continuano a impoverirlo a tassi sempre più veloci anche mentre leggiamo questo articolo.

Non è difficile capire lo stretto legame tra nutrizione e biodiversità: meno specie di vegetali e animali commestibili significano meno variabilità in tavola, che invece sappiamo essere uno dei segreti per preservare la propria salute mangiando.

Ma anche il senso contrario vale e vale in negativo: meno variabilità a tavola porta chi produce cibo a coltivare o allevare sempre meno specie agricole e questo riduce la biodiversità.

I dati FAO in merito alla biodiversità in campo agroalimentare sono terribilmente sconfortanti:

  • il 7% delle 8800 specie di animali da allevamento sono estinte, il 24% sono a rischio di estinzione.
  • 3 specie animali da sole forniscono la maggior parte delle calorie nelle diete per l’uomo
  • le aree montane ospitano circa ¼ di tutta la biodiversità
  • un metro quadro di suolo contiene piu di 1000 specie di invertebrati
  • 3 specie agricole fruttifere o sementifere su 4 nel mondo dipendono, almeno in parte, dagli insetti impollinatori
  • 3 specie agricole da sole forniscono circa il 60% delle proteine e delle calorie quotidiane per tutti gli esseri umani nel mondo
  • il pesce contribuisce per il 20% alle calorie quotidiane di 3 miliardi di persone nel mondo

 

Come possiamo, quindi, con la spesa di ogni giorno, il gesto politico veramente alla portata di tutti, aiutare l’ecosistema pianeta Terra e noi stessi in quanto suoi abitanti? Come possiamo contribuire a preservare la biodiversità occupandoci anche della nostra salute?

I 6 punti di Save Humans Thursday

1 – privilegiamo produzioni locali. Questo avvantaggerà i prodotti del nostro territorio, che magari non saranno di grande moda, ma in questo modo continueranno a essere coltivati e non scompariranno.

2 – riscopriamo produzioni “antiche”. Non necessariamente vecchissime, ma utilizzate anche prima della rivoluzione agricola industriale. In questo modo si avvantaggeranno coltivazioni e allevamenti su larga scala tecniche agricole e agronomiche tradizionali, che rispettano i tempi e i modi della natura di quel territorio (per esempio, la coltivazione di legumi e cereali in filari attigui e la rotazione delle sementi)

3 – scegliamo piccoli produttori. È molto più facile che un piccolo produttore utilizzi sementi o animali razza locale e li coltivi/allevi con tecniche tradizionali rispetto a un produttore su larga scala.4 – compriamo in stagione. Favorire prodotti di stagione favorisce tecniche di coltura e allevamento meno intensive, con minor utilizzo di sostanze di sintesi e di mangimi industriali. Preserva inoltre la diversità delle sementi e delle razze animali.

5 – siamo curiosi di provare nuovi alimenti. Internet è un’enorme fonte di informazioni, se al mercato o al super vediamo un cibo che non conosciamo, locale e di stagione, compriamolo, cercheremo ricette a casa su internet (o nei libri di cucina per i meno tecnologici). 

6 – così come a casa in viaggio gustiamo sapori locali, per conoscere meglio il mondo e per diffondere le sane abitudini eco-nutrizionali che stiamo imparando con Save Humans Thursday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

“Paleo” Banana-bread del riciclo

Pubblicatodi il Mag 4, 2018 in Le ricette
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Il Banana-bread è un dolce tipo plum cake di origine americana, facile da preparare e molto utile per recuperare le banane troppo mature. A seconda di cosa altro avete disponibile in dispensa e che sta per scadere, vi consiglio di arricchirlo con cioccolato fondente o frutta secca.

Questa versione è senza glutine e senza derivati del latte, adatta a celiaci, intolleranti al lattosio, a chi segue un’alimentazione di tipo antinfiammatorio.

Ingredienti

(6-8 porzioni)

120 g di farina di mandorle

4 cucchiai di cocco rapè

2 banane e 1/2

3 uova da galline free range

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di bicarbonato

una manciata di uvetta o 2 datteri o 2 albicocche secche (a seconda dei gusti)

1 pizzico di sale

1/2 banana per guarnire

circa 40 g di cioccolato fondente

Procedimento

Mescolare la farina di mandorle, con il cocco rapè, il bicarbonato, il sale e il cioccolato tritato grossolanamente al coltello.

In un robot o nel bicchiere del frullatore mettere le uova, il miele, le banane e la frutta disidratata se si gradisce usarla. Frullare alla massima potenza per un paio di minuti, o comunque fino a quando il composto diventa omogeneo.

Aggiungere gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare con delicatezza.

Ungere uno stampo da plumcake con olio di cocco o olio extravergine di oliva dal sapore delicato e cospargere di cacao in polvere o farina di mandorle, versare il composto.

Cuocere per 45-50 minuti a 180º nel forno statico.

 

Glifosate Parte 1

Pubblicatodi il Apr 12, 2018 in Save Humans Thursday
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Per la settimana 17 del progetto #SaveHumansThursday pubblichiamo la prima parte dell’approfondimento sul #glifosate.
Alla fine del 2017 la Commissione Europea ha prorogato per altri 5 anni l’autorizzazione al commercio di erbicidi a base di glifosate. Il dibattito è stato acceso e i pareri delle diverse agenzie, preposte al controllo del pericolo e del rischio, discordanti. Se gli studi riguardo gli effetti sulla salute umana non possono ancora essere considerati conclusivi, certe sono invece le conseguenze sull’ambiente. Molte agenzie hanno dichiarato che il glifosate è un fattore importante per la diminuzione della popolazione di uccelli, invertebrati (api incluse), pesci, anfibi e mammiferi attraverso la distruzione dell’habitat ma anche con effetti tossici diretti.


Continuate a seguire il nostro progetto #SaveHumansThursday sulle nostre pagine Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista e Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e inseritele nei preferiti per non perdere gli aggiornamenti!

#SaveHumans #SaveHumansThursday #giovedìsalviamoci#spesaconsapevole #ciboconsapevole #mangiareconsapevole #cibovero#ecocibo #EcoNutrizione

http://ecobriciole.blogspot.it/2018/04/il-glifosato-parte-1-cose-e-cosa.html

I numeri dello spreco alimentare

Pubblicatodi il Apr 5, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana16: I numeri dello spreco alimentare.

Abbiamo già scritto più volte qui su #SaveHumansThursday che circa 1/3 del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, questa settimana vogliamo entrare piùnel dettaglio e cercare di farvi visualizzre meglio che cosa significhi questa proporzione.

Intanto, siginicano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo buttato o sprecato. Cioè, se in una tonnellata ci stanno 1000 kg, se sprecassimo solo pane, ogni anno il genere umano butterebbe 1000 X 1,3 miliardi di pagnotte da 1kg l’una, 1300 miliardi di pagnotte.

I paesi occidentalizzati sprecano più del doppio dei paesi in via di sviluppo in termnini economici, rispettivamente 680 miliardi di dollari e 310 miliardi di dollari di cibo buttato o sprecato, ma non in termini di quantità di cibo, rispettivamente 670 e 630 milioni di tonnellate. Tuttavia, i consumatori nei paesi più ricchi sprecano all’incirca la stessa quantità di cibo che viene prodotta in un anno in tutta l’Africa subsahariana (222 e 223 milioni di tonnellate).

Il cibo preso o sprecato nel 2009/2010 è stato pari a più della metà dell’intero raccolto di cereali del mondo intero.

Lo spreco procapite in Europa e nord America si attesta tra 95 e 115 kg all’anno, mentre nell’Africa subsaharina, nell’Asia meridionale e sudorientale ogni abitante spreca 6-11 kg di cibo all’anno.

Frutta, verdura, radici e tuberi sono le colture maggiormente sprecate.

Ogni categoria di cibo ha la sua percentuale di spreco:

  • Radici e tuberi: 45%. In nord America e Oceania, soltanto nella fase di consumo, si buttano 5814 tonnellate di radici e tuberi, pari a più di un miliardo di sacchi di patate.
  • Frutta e verdura: 45%. Circa la metà di tutta la frutta e la verdura prodotte nel mondo vengono sprecate, pari a 3,7 miliardi di mele.
  • Pesci e prodotti della pesca: 35%. L’8% dei pesci pescati in un anno viene rigettaro in mare, spesso sono già morti moribondi o irrimediabilmente feriti, equivalenti a 3 miliardi di salmoni atlantici.
  • Cereali: 30%. Nei paesi industrializzati, si sbuttano 286 milioni di tonnellate di cerali, pari a 763 miliardi di pacchi di pasta.
  • Frutti e semi da olio e legumi: 20%. Vengono sprecati in quantità pari alle olive necessarie per produrre sufficiente olio per riempire 11000 piscine olimpioniche.
  • Carne: oltre il 20%. Oltre 52,6 milioni di tonnellate, che sono come dire che in un anno nel mondo vengono buttati 75 milioni di mucche.
  • Latte e derivati: 20%. Nella sola Europa ogni anno vengono sprecati 29 milioni di tonnellate di latte o derivati del latte, una quantità pari a 574 miliardi di uova.

Sono numeri incredibili, ma sono del tutto veri e speriamo che leggerli in questa forma, possa spingervi a intraprendere azioni pratiche per ridurre la vostra quota pro capite di spreco alimentare (che dalle stime del 2014 è di 180 kg/anno per ogni europeo).

Il sito della Food and Agriculture Organization, la FAO è ricco di dati e di risorse, se volete fare una ricerca in proposito tramite una fonte sicura, navigate su www.fao.org.

Dal canto nostro, torneremo sull’argomento con qualche consiglio utile nelle prossime settimane.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

Per saperne di più su #SaveHumansThurdsday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 – WWD 2018

Pubblicatodi il Mar 22, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana14: World Water Day – WWD2018

Anche ques’anno, il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite.

Il tema per il 2018, 25º anno dell’iniziativa, è “Natura per l’Acqua”, cioè, quali soluzioni già esistenti in natura possiamo noi uomini adottare per contrastare i gravi problemi dei notri tempi legati all’acqua?

Sappiamo che i grandi cambiamenti climatici hanno portato instabilità in molte parti del mondo, con siccità, alluvioni, catastrofi naturali legate all’acqua, in molti paesi del Sud del mondo manca l’acqua potabile e intere popolazioni non hanno la sicurezza di poterne trovare domani.

L’aumento della popolazione mondiale causa spesso preoccupazioni per la possibilita di poter sfamare tutti in futuro, raramente, però ci si preoccupa dell’acqua.

L’acqua è indispensabile per la sicurezza alimentare, intesa come la garanzia di potersi nutrire adeguatamente. Le coltivazioni e gli allevamenti necessitano di acqua; l’agricoltura richiede tantissima acqua per l’irrigazione e non solo per le coltivazioni a scopo alimentare umano, pensiamo per esempio alle piantagioni di cotone, o di vegetali adatti all’alimentazione animale.

Le Nazioni Unite hanno calcolato che il consumo di acqua per motivi agricoli consta del 70% di tutto il consumo per uso umano, il 20% viene impiegato dalle industrie, il 10% di tutta l’acqua a uso umano viene consumata nel settore domestico e di questa solamente l’1% viene bevuta.

La produzione mondiale di cibo a oggi sarebbe sufficiente a sfamare tutti, ma circa 1 miliardo di persone non ha da mangiare perchè non possono pagare il cibo, infatti, nei paesi in via di sviluppo, il costo del cibo è la principale minaccia alla possiiblità di, letteralmente, mettere insieme colazione, pranzo e cena. Nei paesi in via di svilupppo, le persone spendono dal 50 all’80% dei loro introiti per acquistare cibo, che principalmente consta di materie prime e secche come farine e legumi.

Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,3 miliardi di persone nel 2030, per sfamarle tutte, la produzione di cibo dovrà raddoppiare e questo avrà un impatto sull’ambiente, principalmente sull’acqua.

Approssimativamente 1/3 del cibo prodotto per il consumo umano, circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene oggi perso o sprecato. Lo spreco medio pro capite per gli abitanti di Europa e Nord America è più alto che quello di chi vive nell’Africa Subsahariana e nell’Asia Sud Orientale: 95-115 kg/anno contro 6-11 kg/anno

Se non cambieremo le nostre abitudini alimentari, anche in termini di riduzione dello spreco, o modificheremo le filiere di produzione e consumo di cibo, se non ci saranno miglioramenti tecnologici nella produttività delle acque e dei terreni, il consumo di acqua nel mondo crescerà del 70-90% rispetto a oggi nei prossimi 40 anni.

L’acqua sarà probabilmente uno dei fattori limitanti la futura produzione di cibo nel mondo. Attualmente, 1,6 miliardi di persone vivono in aree in cui l’acqua già scarseggia e si prevede che per il 2025 i 2/3 della popolazione mondiale abiteranno in aree sottoposte a qualche forma di stress idrico.

Stime delle Nazioni Unite evidenziano che l’acqua necessaria per nutrire una persona, a seconda della sua dieta, varia tra le 1000 e le 3000 tonnellare per anno.

 

Inoltre, l’acqua impiegata in agricoltura è meno del 50% dell’acqua sprecata a causa di perdite durante il suo trasporto, di inefficienze del settore agricolo e di perdite sistematiche dovute a vari fattori. Esiste una crescente competizione per i terreni tra coltivazioni a scopo alimentare e coltivazioni per produrre bio-carburanti, per esempio 240 kg di mais sono necessari per produrre 100 litri di etanolo. Quindi, con 2500 litri di acqua, il mondo (noi) può (possiamo) produrre 1 litro di combustibile oppure nutrire una persona per un anno.

Ciò che ognuno di noi può fare nella sua quotidianità è cercare di sprecare meno cibo possibile. Iniziamo a fare la spesa portando una lista che compileremo mano a mano che finiamo gli alimenti durante la settimana, proseguiamo cercando di non stipare il frigorifero e la dispensa di più di quanto non ci sia necessario, per evitare di buttare cibo ancora commestibile o di farlo andare a male in casa. Impegniamoci ad acquistare prodotti di stagione (per approfondimenti sulle coltivazioni fuori stagione in Italia, clicca qui) e consumare il più possibile alimenti locali.

Il futuro della Terra e dei suoi abitanti è nelle mani di ciascuno di noi.

Vi lasciamo con l’animazione realizzata dal comitato per la Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite

https://youtu.be/4q6unaOiTzk

Ecco la nostra traduzione

“Ogni goccia d’acqua viaggia ininterrottamente attraverso il cielo, il suolo e i ruscelli…attraverso le nostre vite…e di nuovo verso la natura.

In molti posti, il nostro ambiente è danneggiato, lasciandoci con acqua inquinata o addirittura senza acqua.

La Natura è un’infrastruttura verde. Un sistema che ci fornisce l’acqua di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e prosperare.

Foreste e campi in salute prevengono il dilavmento dei terreni e delle sostanze chimiche verso i fiumi.

I laghi, le paludi e le piane alluvionali immagazzinano, purificano e controllano le acque.

In questa Giornata Mondiale dell’Acqua, esploriamo le soluzioni della natura alle nostre sfide idriche.

Giornala Mondiale dell’Acqua 2018 – La risposta è nella natura”

 

Per informazioni e materiali: www.worldwaterday.org www.un.org www.fao.org

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

Per saperne di più su #SaveHumansThurdsday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

 

Il tempo delle fragole

Pubblicatodi il Mar 15, 2018 in Save Humans Thursday
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Le fragole sono già arrivate sui banchi di ortofrutta, ma è questa la loro stagione? Coltivate in serra o in campo aperto, locali o importate, biologiche o convenzionali: quali sono le differenze per i consumatori e per l’ambiente?

Il nuovo articolo per la settimana n. 13 del progetto #SaveHumansThursday, 54 settimane per parlare dell’impatto ambientale del cibo su Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

La ricetta del riciclo col cioccolato

Pubblicatodi il Mar 7, 2018 in Le ricette, Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana12: La ricetta del riciclo col cioccolato

Come ricorderete, nella prima uscita di #SaveHumansThursday abbiamo parlato dell’impatto ambientale del cibo in generale

Nel mondo si spreca circa 1/3 del cibo che viene prodotto e la maggior parte del cibo che viene buttato è perfettamente commestibile.

Con oggi iniziamo a darvi qualche ricetta del riciclo, in modo da aiutarvi a sprecare il meno possibile

Per continuare a parlare di cacao, ecco una ricetta senza glutine e senza lattosio, che consente di recuperare del cioccolato in scadenza (o scaduto da poche settimane). Potrebbe tornarvi utile per riciclare il cioccolato delle uova di Pasqua! Già che c’ero ho anche usato delle banane molto mature, che spesso ci troviamo in casa, non sappiamo cosa farne e buttiamo, ma sono veramente utili per preparare dei dolci.

Ingredienti

(Per 6-8 porzioni)

100 g di farina di mandorle

70 g di farina di cocco

3 uova

150 ml di bevanda vegetale non zuccherata

2 banane mature

70 g di cioccolato preferibilmente fondente

50 g di mandorle

40 di olio di oliva poco saporito o di olio di semi

1 cucchiaino di lievito per dolci

Procedimento

Setacciare le due farine con il lievito per dolci, frantumare con il coltello il cioccolato e aggiungerlo alle farine.

Frullare le uova con le banane, l’olio e la bevanda vegetale finche non si ottiene un composto ben spumoso.

Tritare grossolanamente le mandorle e metterle sul fondo di uno stampo unto con un poco di olio.

Unire il composto frullato con gli ingredienti secchi e mettere nello stampo.

Cuocere per circa 50 minuti a 180º.

Quando sarà fredda, sformare la torta e cospargerla di cioccolato in polvere, preferibilmente amaro.

 

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

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Quali gamberi portare in tavola – parte 2

Pubblicatodi il Mar 1, 2018 in Save Humans Thursday
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Di quali informazioni abbiamo bisogno quando acquistiamo gamberetti? Quali sono le specie pescate nel Mediterraneo e qual é l’impatto della pesca sugli ecosistemi marini?

Il nuovo articolo per la settimana n. 11 del progetto #SaveHumansThursday, 54 settimane per parlare dell’impatto ambientale del cibo su Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

 

http://ecobriciole.blogspot.it/2018/02/quali-gamberi-portare-in-tavola-parte-2.html

Cambiamenti climatici e cacao, quale futuro?

Pubblicatodi il Feb 21, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana10: Cambiamenti climatici e cacao, quale futuro?

Abbiamo visto due settimane fa (per rileggere l’articolo, clicca qui) che il cioccolato ha un impatto ambientale non trascurabile, oggi cercheremo di capire quanta inflenza abbiano i cambiamenti climatici sul cacao.

I cambiamenti ambientali repentini che sono in atto in questo periodo della storia del pianeta Terra, anche accelerati dall’azione dell’uomo, stanno mettendo a rischio la sopravvienza di numerose specie di viventi. Non solo animali, dei quali magari si sente parlare più spesso, ma anche di vegetali. Il cacao, cibo degli dei per le antiche opolazioni Precolombianee e per Linneo che gli ha dato il nome con cui è classificato in botanica, è uno di questi.

Il cacao (Theobroma cacao ) è un albero sempreverde i cui fiori e frutti crescono direttamente sul tronco. Le piante selvagge sono un poco più basse di quelle coltivate, che raggiungono gli 8 metri.

Le piante di cacao iniziano a fiorire due volte all’anno dopo il terzo anno di vita e dopo il quinto divengono produttive. Vengono coltivate tra il 20 parallelo nord e il 20 parallelo sud e le tre aree principali sono

America con i cacao messicani, brasiliano e venezuelani

Asia con i cacao indonesiani e quelli srilankési

Africa con i cacao ghanesi, camerunensi, nigeriani, avoriani e malgasci

Le piante selvatiche sforano un poco da quest’area geografica, ma non di molto.

L’Africa occidentale riesce a soddisfare il 70% del mercato del cacao attuale, ma è anche la zona di coltivazione più a rischio a causa dei cambiamenti climatici che stanno mettendo in pericolo le coltivazioni. Secondo Il Centro Internazionale per l’Agricoltura Tropicale (CIAT https://ciat.cgiar.org), che promuove azioni, politiche e interventi di agricoltura sostenibile nelle aree tropicali, allo scopo di massimizzare i benefici nutrizionali e per la salute dei semi e delle coltivazioni, entro il 2030 le piantagioni di cacao africane saranno quelle più colpite dall’aumentare delle precipitazioni e delle temperature.

La World Cocoa Foundation (http://www.worldcocoafoundation.org) , una organizzazione non governativa e senza scopi di lucro che raccoglie varie figure coinvolte nella produzione di cacao: coltivatori, trasformatori, distributori, commercializzatori, ha intrapreso una serie di azioni per rendere tutto il settore del cacao “resiliente”, in grado cioè di adattarsi e sopravvivere ai cambiamenti del clima.

All’ultima Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (COP23), tenutasi a Bonn a novembre 2017, il Gana e la Costa D’Avorio, come abbiamo visto tra i principali produttori di cacao, hanno annunciato che il programma per fermare la deforestazione è uno stadio molto avanzato. Questo programma è un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato nell’interesse del nostro Pianeta e di noi consumatori.

Tra le azioni principali di questo framework, c’è l’obbligo di un impegno vincolante dei partecipanti di non convertire più nessuna quota di foresta in piantagione di cacao. In Ghana questo è già realtà dal 1 gennaio 2018.

Inoltre, viene richiesto che le coltivazioni nelle zone del cacao vengano diversificate il più possibile, per garantire anche ai lavoratori un introito economico e delle condizioni di vita più vantaggiosi.

Riassumiamo?

La produzione di cacao è un processo costoso, economicamente ed ecologicamente. L’impatto ambientale del cacao ha fatto sì che ora gli ambienti in cui esso viene coltivato siano così influenzati negativamente dai cambiamenti climatici che sarebbe impossibile continuarne la coltivazione. Le deforestazioni messe in atto per poter piantare sempre più piante di cacao espongono le piante stesse ad alluvioni e all’innalzamento della temperatura globale.

I paesi, le aziende produttrici e che commercializzano il cacao e che lavorano sotto l’egida della World Cocoa Foundation hanno già iniziato a mettere in atto azioni concrete per salvare l’ambiente del cacao e continuare a consentirne la produzione.

Dalla nostra, non possiamo che augurare loro e augurarci che tutti i loro progetti vadano a buon fine e che si possa porseguire a gustare un alimento così buono e con alcune proprietà nutrizionali proprio interessanti.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

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