#CiboVero

La colazione dei bambini – Torta di carote

Pubblicatodi il Set 13, 2020 in Le ricette
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Sono stata coinvolta da una collega in un suo Contest su instagram che prevede la realizzazione di ricette per la colazione dei più piccoli.

L’obiettivo è quello di darvi una mano a non proporre sempre merendine e biscotti industriali, ma poter creare dei piatti bilanciati dal gusto dolce, ma senza un eccesso di zuccheri

Ho pensato a una torta di carote super semplice, senza lattosio, da preparare col frullatore in 10 minuti + il tempo di cottura

Torta di carote

Ingredienti

150 g di farina integrale (io non ne avevo più e ho usato quella di farro, che va ugualmente bene)

50 g di farina di mandorle

2 uova da galline felici

70 g di miele millefiori

50 g di olio di semi di girasole

150 g circa di carote (a occhio, sono tre carote medie)

1 bustina di lievito per dolci o cremor tartaro attivato con bicarbonato

Procedimento

Frulliamo il miele con le uova, non appena saranno spumose, aggiungiamo le carote crude a tocchetti e ricominciamo a frullare

 

 

 

 

 

Mettiamo nel boccale del frullatore olio, farina e lievito e frulliamo ancora

Versiamo la crema ottenuta in uno stampo da 24 cm e inforniamo a 170° con il forno ventilato per 30 minuti (vale la prova

stecchino perché ogni forno è diverso. Lasciamo raffreddare fino al mattino dopo

 

Io ho pensato di guarnirla con una crema 100% mandorla e cocco, che è naturalmente dolce e una spolverata di polline, anch’esso naturalmente dolce e fonte di minerali preziosi.

 

Fatemi sapere se provate a prepararla!

Crema senza glutine e senza lattosio

Pubblicatodi il Mag 22, 2020 in Le ricette
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Ho preparato la classica crema casalinga ma con ingredienti narturalmente senza glutine e senza lattosio.

Crema senza glutine e senza lattosio

Ingredienti       

(per 4 vasetti da 125 ml)

500 ml di latte di mandorla non zuccherato

2 uova da galline razzolanti

2 cucchiai di farina di riso impalpabile

2 cucchiai di zucchero di cocco

Procedimento

Prendere le uova e sbatterle bene con una frusta a mano (o con una forchetta)  in un pentolino abbastanza capiente, nel quale poi cucineremo la crema.

Aggiungere la farina di riso impalpabile piano piano, mezzo cucchiaio alla volta, e mescolare sempre, in modo che non si formino grumi.

Intanto scaldare il latte con lo zucchero sul fuoco o nel microonde, ma senza farlo bollire, deve solamente intiepidirsi.

Versare il latte a filo sul composto di uova e farina, sempre continuando a mescolare bene con la frusta, incorporandolo piano piano, sempre senza formare grumi.

Mettere tutto sul fornello a fuoco basso e continuare a mescolare, dopo circa 5 minuti dovrebbe iniziare a rapprendersi e fare le bolle. Da quel momento, contate circa 3 minuti sul fuoco – sempre mescolando! – e poi spegnete.

Distribuite nelle coppette o nei vasetti e lasciate raffreddare prima di metterli in frigo per almeno 3 ore.

Io l’ho servita con delle fragole di stagione semplicemente tagliate a pezzetti!

 

Risotto asparagi e crescenza anti-spreco

Pubblicatodi il Mag 14, 2020 in Le ricette
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Gli asparagi sono una delle mie verdure preferite e, ora che è maggio, sono in piena stagione.

Uso di solito gli asparagi verdi, perchè nella mia zona sono tipici, ma anche quelli bianchi mi piacciono tantissimo.

Il problema degli asparagi, di solito, è che si produce molto scarto utilizzandoli in cucina, con questa ricetta del risotto asparagi e crescenza, vi mostro come usarne ogni parte e non buttare via niente!

Risotto asparagi e crescenza anti-spreco

Ingredienti (4 persone)

280 g di riso (io ho usato il riso baldo biologico)

200 g di crescenza

500 g di asparagi verdi

1 piccola cipolla dorata

due cucchiai di parmigiano reggiano

olio extravergine di oliva o burro per il soffritto

1 cucchiaino di dado granulare vegetale (io ho il mio fatto in casa)

sale e pepe a piacere

Procedimento

Tagliamo la parte legnosa degli asparagi, poi separiamo la parte tenera del gambo dalle punte e laviamo molto bene il tutto. Teniamo da parte le punte.

aggiungendo un po’ del brodo che abbiamo preparato con la parte legnosa dei gam
Mettiamo la parte legnosa in pentola a pressione con un po’ d’acqua, il dado vegetale e lasciamo cucinare per 20 minuti dal fischio. Buttiamo i gambi e teniamo il brodo ottenuto.

Rosoliamo la cipolla dorata nell’olio o nel burro e, quando è imbiondita, aggiungiamo le parti più tenere dei gambi, tagliate a tocchetti, lasciamo cucinare a fuoco medio per 5 minuti circa.

Facciamo tostare il riso nella pentola dove abbiamo iniziato a cucinare le parti tenere dei gambi, sfumiamo con un po’ di vino biancoe copriamo con il brodo delle parti legnose. Lasciamo cucinare a fuoco basso, mescolando e aggiungendo poco brod

o mano a mano che si asciuga. Serviranno 14-16 minuti a seconda della varietà di riso
che abbiamo scelto. 5 minuti prima della cottura ottimale del riso, aggiungiamo le punte degli asparagi.


A fine cottura mettiamo la crescenza, mescoliamo finche non si scioglie bene, poi togliamo dal fuoco, aggiungiamo il parmigiano e mescoliamo con energia.

Versiamo nei piatti e gustiamo!

Questo piatto può essere considerato un piatto unico.

Ricordate che il brodo di gambi di asparago è utile per cucinare altri risotti a base vegetale, oppure per stufare altre verdure, oppure per allungare delle vellutate. Io lo congelo, così ne ho sempre un po’ in freezer.

 

Sformato con le foglie di cipolla – ricetta del recupero

Pubblicatodi il Apr 28, 2019 in Le ricette
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Le cipolle sono un ortaggio ricco di sali minerali e vitamine utili per la nostra salute.

Sono prive di grassi, hanno poche proteine poco biodisponibili, fibra e molte poche calorie.

i loro principali elementi nutritivi sono la vitamina C e vitamine del gruppo B, potassio, fosforo, calcio e manganese. Le foglie contengono più vitamina A e C del bulbo e sono molto ricche di vitamina K.

Però, non mangiamo le foglie della cipolla, al massimo quelle dei cipollotti ed è un vero peccato, in termini nutrizionali e anche per quello che riguarda lo spreco di cibo, che sapete essere un argomento che mi sta molto a cuore.

Ho trovato un bel mazzo di cipolla di Tropea IGP, con anche tutte le foglie e l’ho comprato, chiedendo di non tagliare via le foglie per buttarle. Le ho usate per uno sformatino facile, che può costituire un secondo piatto o un antipas

Ho essiccato quelle avanzate per poi usarle per il mio solito brodo granulare vegetale.

 

 

Sformato di foglie di cipolla Rossa di Tropea IGP.

Ingredienti

foglie di cipolla Rossa di Tropea IGP a piacere

4 uova da galline razzolanti

4 cucchiai di pane grattato (o di farina di mandorle)

4 cucchiai di parmigiano reggiano

1 bicchiere di latte (o bevanda vegetale di mandorle senza zucchero)

1 pizzico di sale di Cervia aromatizzato alle erbe

Procedimento

Lavare le foglie delle cipolle e affettarle finemente

Montare bene le uova insieme al pane grattato, al parmigiano e al latte con una frusta a mano, aggiungere il sale.

Disporre i pezzetti delle foglie di cipolla in una pirofila unta con un filo di olio extravergine di oliva e spolverizzata di pane grattato. Aggiungere il composto delle uova.

Cuocere in forno a 180 º per circa 30 minuti.

È buono sia caldo che freddo.

Torta di pane e cioccolato – ricetta del recupero

Pubblicatodi il Apr 25, 2019 in Le ricette, Save Humans Thursday
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#settimana36 di Save Humans Thursday, con una ricetta del doppio #recupero.


Torta di pane e cioccolato

300 g di pane raffermo (per me il pane sesamo e noci de Il Forno di Calzolari)
3 bicchieri di latte, anche vegetale (per me, di mandorla dolce senza zuccheri)
10g di zucchero
2 uova da

50 g di uvetta
200g di cioccolato fondente (dalle uova di Pasqua)
2 cucchiai di noci avanzate (per me noc)

Fate ammollare il pane nel latte.
Montate bene le uova con il cucchiaino di zucchero e intanto ammollate l’uvetta in acqua tiepida.
Quando il pane avrà creato una pappetta nel latte, aggiungete tutti gli altri ingredienti.
Cucinare in forno a 180 gradi per circa 45 minuti.

Con questa torta recuperiamo:
🥖 pane raffermo
🍫 cioccolato delle uova di Pasqua
e quegli avanzini di frutta secca che non so da voi, ma nella mia dispensa non mancano mai.

Torta con fichi e mandorle senza glutine

Pubblicatodi il Set 9, 2018 in Le ricette
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Finalmente ho qualche minuto per postare la ricetta della torta con i fichi che ho preparato una decina di giorni fa. Sono ancora in tempo perché la proviate con gli ultimi fichi di stagione.

Ho usato dei fichi 100% selvatici, quindi biologici in senso stretto: li colgo da alberi che crescono spontaneamente in campagna quando vado a camminare col cane.

Ho preparato questa torta naturalmente senza glutine e adatta a un’alimentazione “paleo” una domenica mattina. È molto indicata per la merenda dei bambini o per finire in dolcezza un pasto del giorno di festa. Si prepara in pochi minuti e sta in forno una mezz’ora, non ci sono scuse, quindi, per non sfruttarla come alternativa alle merendine!

Ingredienti

300 g di fichi

100 g di farina di riso

100 g di farina di mandorle

50 g di tapioca

2 uova da galline felici

100 g di burro chiarificato

2 cucchiai di miele (millefiori o acacia, un miele dolce)

1 pizzico di sale

1 cucchiaino di bicarbonato

il succo di 1/2 limone

la scorza di 1/2 limone

Facoltativi

1 cucchiaino di zucchero di cocco

1 cucchiaio di mandorle tritate grossolanamente

Procedimento

Lavate bene i fichi e affettateli a rondelle. Mescolate le farine con la tapioca, il pizzico di sale, la scorza di limone e il bicarbonato.

Montate benissimo le uova insieme al burro, che devono essere entrambi a temperatura ambiente. Aggiungete il miele e ilMescolate il composto di uova e burro con gli ingredienti secchi e mettete il tutto in uno stampo da 22 centimetri. Ricoprite la torta con le rondelle di fichi succo di limone.

Se lo gradite, potete cospargere la superficie della torta con un cucchiaino di zucchero di cocco e un cucchiaio di mandorle tritate grossolanamente (io l’ho fatto).

Infornate a 180º per circa 30 minuti, fate sempre la prova dello stecchino prima di sfornare.

Aspettate che la torta si raffreddi e servitela.

Fatemi sapere se vi è piaciuta!

 

La Biodiversità nel carrello

Pubblicatodi il Mag 24, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana23: La biodiversità

Il 22 maggio appena trascorso è stata la giornata mondiale della biodiversità. La biodiversità è la varietà degli esseri viventi sul nostro pianeta e viene misurata in ecosistemi, popolazioni, specie, geni.

Il suo grandissimo valore è legato alla sopravvivenza della Terra: più biodiversità c’è più le specie avranno possibilità di adattarsi ai cambiamenti ambientali e di preservare gli ecosistemi nei quali vivono. La biodiversità costituisce la resilienza della Terra come la conosciamo.

Tutti gli organismi viventi sono interconnessi tra loro, perciò, salvaguardare la biodiversità, significa salvaguardare noi stessi. Dalla biodiversità dipendono l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo.

L’erosione dei suoli e la desertificazione dovuta ai cambiamenti climatici associati all’impoverimento delle colture a causa di coltivazioni intensive hanno impoverito il patrimonio di acqua potabile a disposizione e continuano a impoverirlo a tassi sempre più veloci anche mentre leggiamo questo articolo.

Non è difficile capire lo stretto legame tra nutrizione e biodiversità: meno specie di vegetali e animali commestibili significano meno variabilità in tavola, che invece sappiamo essere uno dei segreti per preservare la propria salute mangiando.

Ma anche il senso contrario vale e vale in negativo: meno variabilità a tavola porta chi produce cibo a coltivare o allevare sempre meno specie agricole e questo riduce la biodiversità.

I dati FAO in merito alla biodiversità in campo agroalimentare sono terribilmente sconfortanti:

  • il 7% delle 8800 specie di animali da allevamento sono estinte, il 24% sono a rischio di estinzione.
  • 3 specie animali da sole forniscono la maggior parte delle calorie nelle diete per l’uomo
  • le aree montane ospitano circa ¼ di tutta la biodiversità
  • un metro quadro di suolo contiene piu di 1000 specie di invertebrati
  • 3 specie agricole fruttifere o sementifere su 4 nel mondo dipendono, almeno in parte, dagli insetti impollinatori
  • 3 specie agricole da sole forniscono circa il 60% delle proteine e delle calorie quotidiane per tutti gli esseri umani nel mondo
  • il pesce contribuisce per il 20% alle calorie quotidiane di 3 miliardi di persone nel mondo

 

Come possiamo, quindi, con la spesa di ogni giorno, il gesto politico veramente alla portata di tutti, aiutare l’ecosistema pianeta Terra e noi stessi in quanto suoi abitanti? Come possiamo contribuire a preservare la biodiversità occupandoci anche della nostra salute?

I 6 punti di Save Humans Thursday

1 – privilegiamo produzioni locali. Questo avvantaggerà i prodotti del nostro territorio, che magari non saranno di grande moda, ma in questo modo continueranno a essere coltivati e non scompariranno.

2 – riscopriamo produzioni “antiche”. Non necessariamente vecchissime, ma utilizzate anche prima della rivoluzione agricola industriale. In questo modo si avvantaggeranno coltivazioni e allevamenti su larga scala tecniche agricole e agronomiche tradizionali, che rispettano i tempi e i modi della natura di quel territorio (per esempio, la coltivazione di legumi e cereali in filari attigui e la rotazione delle sementi)

3 – scegliamo piccoli produttori. È molto più facile che un piccolo produttore utilizzi sementi o animali razza locale e li coltivi/allevi con tecniche tradizionali rispetto a un produttore su larga scala.4 – compriamo in stagione. Favorire prodotti di stagione favorisce tecniche di coltura e allevamento meno intensive, con minor utilizzo di sostanze di sintesi e di mangimi industriali. Preserva inoltre la diversità delle sementi e delle razze animali.

5 – siamo curiosi di provare nuovi alimenti. Internet è un’enorme fonte di informazioni, se al mercato o al super vediamo un cibo che non conosciamo, locale e di stagione, compriamolo, cercheremo ricette a casa su internet (o nei libri di cucina per i meno tecnologici). 

6 – così come a casa in viaggio gustiamo sapori locali, per conoscere meglio il mondo e per diffondere le sane abitudini eco-nutrizionali che stiamo imparando con Save Humans Thursday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

“Paleo” Banana-bread del riciclo

Pubblicatodi il Mag 4, 2018 in Le ricette
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Il Banana-bread è un dolce tipo plum cake di origine americana, facile da preparare e molto utile per recuperare le banane troppo mature. A seconda di cosa altro avete disponibile in dispensa e che sta per scadere, vi consiglio di arricchirlo con cioccolato fondente o frutta secca.

Questa versione è senza glutine e senza derivati del latte, adatta a celiaci, intolleranti al lattosio, a chi segue un’alimentazione di tipo antinfiammatorio.

Ingredienti

(6-8 porzioni)

120 g di farina di mandorle

4 cucchiai di cocco rapè

2 banane e 1/2

3 uova da galline free range

1 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di bicarbonato

una manciata di uvetta o 2 datteri o 2 albicocche secche (a seconda dei gusti)

1 pizzico di sale

1/2 banana per guarnire

circa 40 g di cioccolato fondente

Procedimento

Mescolare la farina di mandorle, con il cocco rapè, il bicarbonato, il sale e il cioccolato tritato grossolanamente al coltello.

In un robot o nel bicchiere del frullatore mettere le uova, il miele, le banane e la frutta disidratata se si gradisce usarla. Frullare alla massima potenza per un paio di minuti, o comunque fino a quando il composto diventa omogeneo.

Aggiungere gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare con delicatezza.

Ungere uno stampo da plumcake con olio di cocco o olio extravergine di oliva dal sapore delicato e cospargere di cacao in polvere o farina di mandorle, versare il composto.

Cuocere per 45-50 minuti a 180º nel forno statico.

 

Glifosate Parte 1

Pubblicatodi il Apr 12, 2018 in Save Humans Thursday
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Per la settimana 17 del progetto #SaveHumansThursday pubblichiamo la prima parte dell’approfondimento sul #glifosate.
Alla fine del 2017 la Commissione Europea ha prorogato per altri 5 anni l’autorizzazione al commercio di erbicidi a base di glifosate. Il dibattito è stato acceso e i pareri delle diverse agenzie, preposte al controllo del pericolo e del rischio, discordanti. Se gli studi riguardo gli effetti sulla salute umana non possono ancora essere considerati conclusivi, certe sono invece le conseguenze sull’ambiente. Molte agenzie hanno dichiarato che il glifosate è un fattore importante per la diminuzione della popolazione di uccelli, invertebrati (api incluse), pesci, anfibi e mammiferi attraverso la distruzione dell’habitat ma anche con effetti tossici diretti.


Continuate a seguire il nostro progetto #SaveHumansThursday sulle nostre pagine Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista e Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e inseritele nei preferiti per non perdere gli aggiornamenti!

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