#giovedìsalviamoci

Torta di pane e cioccolato – ricetta del recupero

Pubblicatodi il Apr 25, 2019 in Le ricette, Save Humans Thursday
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#settimana36 di Save Humans Thursday, con una ricetta del doppio #recupero.


Torta di pane e cioccolato

300 g di pane raffermo (per me il pane sesamo e noci de Il Forno di Calzolari)
3 bicchieri di latte, anche vegetale (per me, di mandorla dolce senza zuccheri)
10g di zucchero
2 uova da

50 g di uvetta
200g di cioccolato fondente (dalle uova di Pasqua)
2 cucchiai di noci avanzate (per me noc)

Fate ammollare il pane nel latte.
Montate bene le uova con il cucchiaino di zucchero e intanto ammollate l’uvetta in acqua tiepida.
Quando il pane avrà creato una pappetta nel latte, aggiungete tutti gli altri ingredienti.
Cucinare in forno a 180 gradi per circa 45 minuti.

Con questa torta recuperiamo:
🥖 pane raffermo
🍫 cioccolato delle uova di Pasqua
e quegli avanzini di frutta secca che non so da voi, ma nella mia dispensa non mancano mai.

Vetro – settimana 32 di #savehumansthursday

Pubblicatodi il Set 20, 2018 in Save Humans Thursday
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Il vetro è un materiale dall’uso antichissimo che esiste in natura.

Si forma quando piccole particelle di quarzo si fondono a causa di alte temperature (il calore di un’eruzione vulcanica, un fulmine che cade su di una spiaggia quarzica) e si solidificano poi. È un fluido solidificato.
Già in Mesopotamia 9000 anni fa l’uomo aveva capito come produrre il materiale che già conosceva e usava perché reperibile in natura, pensiamo per esempio alle punte di ossidiana per le lance o ai raschietti dello stesso materiale che si ritrovano in reperti preistorici.
Il manufatto di vetro lavorato più antico che conosciamo oggi è una piccola coppa egizia colorata custodita al museo di Monaco di Baviera e risale al 1500 a.C

Il vetro è plasmabile, resistente e impermeabile, inodore e insapore, consente quindi di conservare unguenti, cosmetici, profumi, cibi, bevande senza alterarne le proprietà organolettiche.

Non viene prodotto con materie prime inquinanti, può essere riutilizzato pressoché all’infinito e si ricicla numerosissime volte, pertanto è considerato un materiale “pulito”.

Ve ne parliamo oggi, non tanto per la sua storia affascinante, che si intreccia con quella dell’Uomo moderno, ma per il suo utilizzo in cucina e il suo impatto ambientale minimo grazie alle sue qualità fisico-chimiche che consentono di riciclarlo in modo molto efficiente.

Innanzitutto il vetro non brucia se riscaldato, non produce perciò gas serra e consente di risparmiare energia rispetto al riciclaggio di altri materiali. Inoltre, il suo riciclo cosi energeticamente conveniente consente di
risparmiare sull’utilizzo di altri materiali, piu inquinanti e piu dispendiosi da trattare negli impianti di riciclaggio.
Separarlo dagli altri rifiuti al momento della raccolta differenziata gia a casa ci permette di garantire e aumentare il volume di questo processo di riclaggio ritenuto ecologico. Per darvi qualche numero: ogni tonnellata di rottame rifuso permette di risparmiare 1,2 tonnellate di materie prime e circa 100 Kg di combustibile.

Il vetro è il materiale ideale per conservare i cibi, le bevande, gli olii nelle nostre dispense e nei nostri frigoriferi. Come dicevamo, non trasmette sapori e odori al proprio contenuto ed è impermeabile, possiamo quindi usarlo per i solidi e per i liquidi.

Eccovi qualche consiglio pratico, oltre alla classica conservazione dei biscotti

  1. i vasetti dello yogurt o comunque quelli piccoli possono essere usati per portare al lavoro uno snack a base di frutta secca
  2. i vasetti della marmellata si possono usare per conservare in frigo gli spicchi dei limoni
  3. i vasi grandi, quelli per esempio delle confezioni famiglia di olive, possono essere riempiti a strati con il nostro pranzo da portarci in giro: sotto i cereali, poi la verdura, sopra il formaggio o la carne. In un altro piccolo vaso porteremo olio, pepe, sale e aceto e condiremo così la nostra insalata mista al momento del consumo
  4. per portare con noi le uova sode possiamo usare i vasi un poco più panciuti
  5. per le spezie, il sale, lo zucchero i vasi in vetro sono l’ideale per la conservazione in dispensa
  6. quelle che erano le bottiglie della birra, se verde scuro o marrone, sono molto comode per porzionare l’olio di oliva comprato in lattine da 5 o 10 litri al frantoio
  7. in frigorifero per riporre gli avanzi dei pasti, scegliendo i vasi in base a forma e dimensione
  8. il brodo si conserva molto bene in freezer nei vasi di vetro (attenzione a non riempirli fino all’orlo)

Avete l’abitudine di riutilizzare i contenitori in vetro e di separarlo nella vostra raccolta differenziata domestica?

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

La Biodiversità nel carrello

Pubblicatodi il Mag 24, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana23: La biodiversità

Il 22 maggio appena trascorso è stata la giornata mondiale della biodiversità. La biodiversità è la varietà degli esseri viventi sul nostro pianeta e viene misurata in ecosistemi, popolazioni, specie, geni.

Il suo grandissimo valore è legato alla sopravvivenza della Terra: più biodiversità c’è più le specie avranno possibilità di adattarsi ai cambiamenti ambientali e di preservare gli ecosistemi nei quali vivono. La biodiversità costituisce la resilienza della Terra come la conosciamo.

Tutti gli organismi viventi sono interconnessi tra loro, perciò, salvaguardare la biodiversità, significa salvaguardare noi stessi. Dalla biodiversità dipendono l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo.

L’erosione dei suoli e la desertificazione dovuta ai cambiamenti climatici associati all’impoverimento delle colture a causa di coltivazioni intensive hanno impoverito il patrimonio di acqua potabile a disposizione e continuano a impoverirlo a tassi sempre più veloci anche mentre leggiamo questo articolo.

Non è difficile capire lo stretto legame tra nutrizione e biodiversità: meno specie di vegetali e animali commestibili significano meno variabilità in tavola, che invece sappiamo essere uno dei segreti per preservare la propria salute mangiando.

Ma anche il senso contrario vale e vale in negativo: meno variabilità a tavola porta chi produce cibo a coltivare o allevare sempre meno specie agricole e questo riduce la biodiversità.

I dati FAO in merito alla biodiversità in campo agroalimentare sono terribilmente sconfortanti:

  • il 7% delle 8800 specie di animali da allevamento sono estinte, il 24% sono a rischio di estinzione.
  • 3 specie animali da sole forniscono la maggior parte delle calorie nelle diete per l’uomo
  • le aree montane ospitano circa ¼ di tutta la biodiversità
  • un metro quadro di suolo contiene piu di 1000 specie di invertebrati
  • 3 specie agricole fruttifere o sementifere su 4 nel mondo dipendono, almeno in parte, dagli insetti impollinatori
  • 3 specie agricole da sole forniscono circa il 60% delle proteine e delle calorie quotidiane per tutti gli esseri umani nel mondo
  • il pesce contribuisce per il 20% alle calorie quotidiane di 3 miliardi di persone nel mondo

 

Come possiamo, quindi, con la spesa di ogni giorno, il gesto politico veramente alla portata di tutti, aiutare l’ecosistema pianeta Terra e noi stessi in quanto suoi abitanti? Come possiamo contribuire a preservare la biodiversità occupandoci anche della nostra salute?

I 6 punti di Save Humans Thursday

1 – privilegiamo produzioni locali. Questo avvantaggerà i prodotti del nostro territorio, che magari non saranno di grande moda, ma in questo modo continueranno a essere coltivati e non scompariranno.

2 – riscopriamo produzioni “antiche”. Non necessariamente vecchissime, ma utilizzate anche prima della rivoluzione agricola industriale. In questo modo si avvantaggeranno coltivazioni e allevamenti su larga scala tecniche agricole e agronomiche tradizionali, che rispettano i tempi e i modi della natura di quel territorio (per esempio, la coltivazione di legumi e cereali in filari attigui e la rotazione delle sementi)

3 – scegliamo piccoli produttori. È molto più facile che un piccolo produttore utilizzi sementi o animali razza locale e li coltivi/allevi con tecniche tradizionali rispetto a un produttore su larga scala.4 – compriamo in stagione. Favorire prodotti di stagione favorisce tecniche di coltura e allevamento meno intensive, con minor utilizzo di sostanze di sintesi e di mangimi industriali. Preserva inoltre la diversità delle sementi e delle razze animali.

5 – siamo curiosi di provare nuovi alimenti. Internet è un’enorme fonte di informazioni, se al mercato o al super vediamo un cibo che non conosciamo, locale e di stagione, compriamolo, cercheremo ricette a casa su internet (o nei libri di cucina per i meno tecnologici). 

6 – così come a casa in viaggio gustiamo sapori locali, per conoscere meglio il mondo e per diffondere le sane abitudini eco-nutrizionali che stiamo imparando con Save Humans Thursday

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

L’inquinamento del suolo

Pubblicatodi il Mag 3, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana20: L’inquinamento del suolo

Si sta svolgendo a Roma in questi giorni il simposio della FAO “Soil Pollution” (inquinamento del suolo) che ha lo scopo di supportare l’implementazione di Linee Giuda volontarie nei vari paesi del mondo per combattere l’inquinamento del suolo.

Il suolo è un filtro che ci protegge da moltissimi contaminanti, smorzando la loro azione, però non ha capacità infinita di filtrazione e quando questa si esaurisce, i contaminanti finiscono anche nella catena alimentare.


Non ce ne rendiamo conto, ma il suolo non è rinnovabile e perchè se ne formi 1 centimetro servono 1000 anni, Senza suolo non avremmo le coltivazioni agricole, i pascoli e l’acqua filtrata di sorgente, quindi non avremmo cibo, medicine, acqua da bere.

Inoltre, il suolo scambia nutrienti con i vegetali, preservando la qualità anche delle coltivazioni a uso alimentare: un suolo sano, produrrà raccolti migliori.


Il 95% del nostro cibo è prodotto nel suolo, quindi per raggiungere l’obiettivo di aumentare la 54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su produzione alimentare del 50% entro il 2050 per sostenere la popolazione mondiale, dobbiamo occuparci seriamente della sua salute.

Sappiamo quanto sia importante la biodiversità per l’equilibrio e il benessere dela Terra, essa è il patrimonio che consente alla vita di perpetrarsi, perchè maggiore biodiversità c’è, maggiore adattamento ai cambiamenti (climatici, naturali, catastrofici) il nostro pianeta ha. Ebbene, nel suolo troviamo la maggior parte della biodiversità presente sulla Terra, ¼ di essa. Si dice che in un cucchiaio di suolo si trovino più organismi viventi che persone sul nostro pianeta. Per preservare la biodiversità del suolo, vanno adottate sempre più politiche agricole quali le coltivazioni biologiche, le rotazioni delle coltivazioni e dei pascoli, la conservation agriculture(*).

Ormai 1/3 del suolo è moderatamente o altamente degradato, a causa dell’erosione, della perdita di materia organica e di nutrienti, dell’acidificazione, della salinizzazione, della compattazione e dell’inquinamento chimico.

Una gestione agricola sostenibile può invertire la rotta e assicurarci un futuro con più certezza che ci sia cibo disponibile per tutti.

Nel nostro piccolo cosa possiamo fare per aiutare a fare sì che vengano compiute scelte sempre più sostenibili e a garanzia di un futuro migliore per tutti gli abitanti del nostro pianeta?

Quando facciamo la spesa:
  • prediligiamo prodotti di stagione. Le colture in serra o incrociate per sopravvivere a condizioni climatiche nno male al portafogli e al suolnon indicate fa
  • scegliamo colture “antiche”, in disuso o dimenticate. Il recupero di vecchie tradizioni agricole aiuterà il suolo a rimanere in salute
  • variamo il più possibile il contenuto del carrello, non fissiamoci sempre sugli stessi cibi. La biodiversità è la ricchezza della vita, promuoviamola.

  • privilegiamo le colture biologiche, aiuteremo a contrastare l’inquinamento da sostanze di sintesi.

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

(*)conservation agriculture: un sistema agricolo basato sul minimo impatto sul suolo, sulla tradizionale rotazione delle colture e copertura permanente del suolo, in base alla stagionalità, che serve a bloccare l’erosione e a produrre humus.

Glifosate parte 2

Pubblicatodi il Apr 26, 2018 in Save Humans Thursday
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Per la settimana 19 del progetto #SaveHumansThursday pubblichiamo la seconda parte dell’approfondimento sul #glifosato.
Alla fine del 2017 la Commissione Europea ha prorogato per altri 5 anni l’autorizzazione al commercio di erbicidi a base di glifosato. Il dibattito è stato acceso e i pareri delle diverse agenzie, preposte al controllo del pericolo e del rischio, discordanti. Cosa sappiamo, ad oggi, riguardo alla possibile cancerogenicità del glifosato, ai suoi effetti sul sistema endocrino e al suo impatto sugli animali e sulla biodiversità delle piante?
 
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Earth Day 2018

Pubblicatodi il Apr 19, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

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Eccoci alla #settimana18: Earth Day

Sabato 22 aprie si festeggerà la Giornata della Terra, una ricorrenza iniziata 48 anni fa negli Stati Uniti, il 22 aprile 1970, per protestare contro l’inquinamento industriale.

Oramai la Giornata della Terra coinvolge un movimento globale che si stima arrivi a circa un miliardo di persone che, ogni anno, per il 22 aprile organizzano e partecipano a iniziative di stampo ecologico.

Il tema di questa edizione è fermare l’inquinamento da plastica. Noi stesse abbiamo parlato in due occasioni di inquinamento da plastiche e microplastiche per Save Humans Thursday

(per rileggere gli articoli qui e qui )

Per conoscere tutte le iniziative e i progetti di Earth Day, vi rimandiamo al sito della campagna italiana http://www.earthdayitalia.org

Come possiamo limitare l’inquinamento da plastica nella nostra cucina?

Ecco qualche suggerimento pratico

1 – impiegare contenitori riutilizzabili per conservare gli alimenti, prediligendo quelli di vetro

2 – buttare i contenitori di plastica ormai inutilizzabili nell’apposita raccolta differenziata

3 – riutilizzare i sacchetti freezer dopo che si sono consumati i cibi che contenevano. Alcuni di quelli con la doppia cerniera si possono lavare in lavastoviglie una volta senza che perdano la forma. Quando non si possono più usare per i cibi possono essere impiegati per raccogliere le feci del cane, oppure per buttare nel cassonetto della plastica piccoli oggetti

4 – al posto dei sacchetti per alimenti usa e getta, munirsi di quelli di silicone lavabili in lavastoviglie e che durano anni. Si trovano nei negozi specializzati oppure online.

5 – per conservare frutta e verdura di piccole dimensioni, non usare la pellicola per alimenti, ma quelle di silicone sagomate riutilizzabili, che ora si trovano facilmente in diversi supermercati o casalinghi. Sono delle pellicole di silicone che si lavano a mano o in lavastoviglie e che chiudono ermeticamente la superficie di frutta e verdura tondeggianti tagliate a metà.

6 – invece che la pellicola per alimenti, coprire tegami e padelle con i coperchi morbidi riutilizzabili: solitamente anche questi sono di silicone alimentare. Durano anni e chiudono ermeticamente, parlo per esperienza.

7 – per conservare patate, cipolle, aglio, formaggi e insaccati, comprare i sacchetti di cotone appositi, che si lavano senza problemi in lavatrice e durano anni. È un’altra cosa che so per esperienza, ne ho di diversi tipi e li lavo da 10 anni,
non trasmettono odore, conservano a lungo

8 – per portare in fuori casa del cibo, per esempio il pranzo o degli spuntini, usare contenitori riutilizzabili e trasportarli in una borsa frigo invece che in un sacchetto di plastica. I barattoli di vetro di marmellate, sottaceti, sottoli e affini ben lavari, sono molto comodi per congelare alimenti liquidi o per portare con sé alimenti di dimensioni medio-piccole e morbidi. Per esempio, le uova sode, delle fragole intere, dei pezzetti di frutta, delle olive, dello yogurt.

9 – comprare più spesso possibile alimenti sfusi, oppure quelli con le confezioni maggiori, per poi porzionarli a casa in contenitori riutilizzabili. Per esempio, comprare lo yogurt nella confezione da 1 o da ½ kg farà risparmiare plastica da buttare che comprarlo nel vasetto da 125 o 150 ml

10 – prediligere l’acqua del rubinetto a quella minerale ogni volta che sia possiible e imbottigliarla da sé in bottiglie di vetro, oppure scegliere – laddove possibile – acque minerali in vetro. 

Tutti questi piccoli accorgimenti vi consentiranno di abbattere l’impronta ecologica della vostra cucina e di sprecare meno plastica.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

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Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Glifosate Parte 1

Pubblicatodi il Apr 12, 2018 in Save Humans Thursday
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Per la settimana 17 del progetto #SaveHumansThursday pubblichiamo la prima parte dell’approfondimento sul #glifosate.
Alla fine del 2017 la Commissione Europea ha prorogato per altri 5 anni l’autorizzazione al commercio di erbicidi a base di glifosate. Il dibattito è stato acceso e i pareri delle diverse agenzie, preposte al controllo del pericolo e del rischio, discordanti. Se gli studi riguardo gli effetti sulla salute umana non possono ancora essere considerati conclusivi, certe sono invece le conseguenze sull’ambiente. Molte agenzie hanno dichiarato che il glifosate è un fattore importante per la diminuzione della popolazione di uccelli, invertebrati (api incluse), pesci, anfibi e mammiferi attraverso la distruzione dell’habitat ma anche con effetti tossici diretti.


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#SaveHumans #SaveHumansThursday #giovedìsalviamoci#spesaconsapevole #ciboconsapevole #mangiareconsapevole #cibovero#ecocibo #EcoNutrizione

http://ecobriciole.blogspot.it/2018/04/il-glifosato-parte-1-cose-e-cosa.html

I numeri dello spreco alimentare

Pubblicatodi il Apr 5, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana16: I numeri dello spreco alimentare.

Abbiamo già scritto più volte qui su #SaveHumansThursday che circa 1/3 del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, questa settimana vogliamo entrare piùnel dettaglio e cercare di farvi visualizzre meglio che cosa significhi questa proporzione.

Intanto, siginicano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo buttato o sprecato. Cioè, se in una tonnellata ci stanno 1000 kg, se sprecassimo solo pane, ogni anno il genere umano butterebbe 1000 X 1,3 miliardi di pagnotte da 1kg l’una, 1300 miliardi di pagnotte.

I paesi occidentalizzati sprecano più del doppio dei paesi in via di sviluppo in termnini economici, rispettivamente 680 miliardi di dollari e 310 miliardi di dollari di cibo buttato o sprecato, ma non in termini di quantità di cibo, rispettivamente 670 e 630 milioni di tonnellate. Tuttavia, i consumatori nei paesi più ricchi sprecano all’incirca la stessa quantità di cibo che viene prodotta in un anno in tutta l’Africa subsahariana (222 e 223 milioni di tonnellate).

Il cibo preso o sprecato nel 2009/2010 è stato pari a più della metà dell’intero raccolto di cereali del mondo intero.

Lo spreco procapite in Europa e nord America si attesta tra 95 e 115 kg all’anno, mentre nell’Africa subsaharina, nell’Asia meridionale e sudorientale ogni abitante spreca 6-11 kg di cibo all’anno.

Frutta, verdura, radici e tuberi sono le colture maggiormente sprecate.

Ogni categoria di cibo ha la sua percentuale di spreco:

  • Radici e tuberi: 45%. In nord America e Oceania, soltanto nella fase di consumo, si buttano 5814 tonnellate di radici e tuberi, pari a più di un miliardo di sacchi di patate.
  • Frutta e verdura: 45%. Circa la metà di tutta la frutta e la verdura prodotte nel mondo vengono sprecate, pari a 3,7 miliardi di mele.
  • Pesci e prodotti della pesca: 35%. L’8% dei pesci pescati in un anno viene rigettaro in mare, spesso sono già morti moribondi o irrimediabilmente feriti, equivalenti a 3 miliardi di salmoni atlantici.
  • Cereali: 30%. Nei paesi industrializzati, si sbuttano 286 milioni di tonnellate di cerali, pari a 763 miliardi di pacchi di pasta.
  • Frutti e semi da olio e legumi: 20%. Vengono sprecati in quantità pari alle olive necessarie per produrre sufficiente olio per riempire 11000 piscine olimpioniche.
  • Carne: oltre il 20%. Oltre 52,6 milioni di tonnellate, che sono come dire che in un anno nel mondo vengono buttati 75 milioni di mucche.
  • Latte e derivati: 20%. Nella sola Europa ogni anno vengono sprecati 29 milioni di tonnellate di latte o derivati del latte, una quantità pari a 574 miliardi di uova.

Sono numeri incredibili, ma sono del tutto veri e speriamo che leggerli in questa forma, possa spingervi a intraprendere azioni pratiche per ridurre la vostra quota pro capite di spreco alimentare (che dalle stime del 2014 è di 180 kg/anno per ogni europeo).

Il sito della Food and Agriculture Organization, la FAO è ricco di dati e di risorse, se volete fare una ricerca in proposito tramite una fonte sicura, navigate su www.fao.org.

Dal canto nostro, torneremo sull’argomento con qualche consiglio utile nelle prossime settimane.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 – WWD 2018

Pubblicatodi il Mar 22, 2018 in Save Humans Thursday
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54 settimane con #SaveHumansThursday per parlare dell’impatto ambientale del cibo su

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Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

Eccoci alla #settimana14: World Water Day – WWD2018

Anche ques’anno, il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite.

Il tema per il 2018, 25º anno dell’iniziativa, è “Natura per l’Acqua”, cioè, quali soluzioni già esistenti in natura possiamo noi uomini adottare per contrastare i gravi problemi dei notri tempi legati all’acqua?

Sappiamo che i grandi cambiamenti climatici hanno portato instabilità in molte parti del mondo, con siccità, alluvioni, catastrofi naturali legate all’acqua, in molti paesi del Sud del mondo manca l’acqua potabile e intere popolazioni non hanno la sicurezza di poterne trovare domani.

L’aumento della popolazione mondiale causa spesso preoccupazioni per la possibilita di poter sfamare tutti in futuro, raramente, però ci si preoccupa dell’acqua.

L’acqua è indispensabile per la sicurezza alimentare, intesa come la garanzia di potersi nutrire adeguatamente. Le coltivazioni e gli allevamenti necessitano di acqua; l’agricoltura richiede tantissima acqua per l’irrigazione e non solo per le coltivazioni a scopo alimentare umano, pensiamo per esempio alle piantagioni di cotone, o di vegetali adatti all’alimentazione animale.

Le Nazioni Unite hanno calcolato che il consumo di acqua per motivi agricoli consta del 70% di tutto il consumo per uso umano, il 20% viene impiegato dalle industrie, il 10% di tutta l’acqua a uso umano viene consumata nel settore domestico e di questa solamente l’1% viene bevuta.

La produzione mondiale di cibo a oggi sarebbe sufficiente a sfamare tutti, ma circa 1 miliardo di persone non ha da mangiare perchè non possono pagare il cibo, infatti, nei paesi in via di sviluppo, il costo del cibo è la principale minaccia alla possiiblità di, letteralmente, mettere insieme colazione, pranzo e cena. Nei paesi in via di svilupppo, le persone spendono dal 50 all’80% dei loro introiti per acquistare cibo, che principalmente consta di materie prime e secche come farine e legumi.

Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,3 miliardi di persone nel 2030, per sfamarle tutte, la produzione di cibo dovrà raddoppiare e questo avrà un impatto sull’ambiente, principalmente sull’acqua.

Approssimativamente 1/3 del cibo prodotto per il consumo umano, circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene oggi perso o sprecato. Lo spreco medio pro capite per gli abitanti di Europa e Nord America è più alto che quello di chi vive nell’Africa Subsahariana e nell’Asia Sud Orientale: 95-115 kg/anno contro 6-11 kg/anno

Se non cambieremo le nostre abitudini alimentari, anche in termini di riduzione dello spreco, o modificheremo le filiere di produzione e consumo di cibo, se non ci saranno miglioramenti tecnologici nella produttività delle acque e dei terreni, il consumo di acqua nel mondo crescerà del 70-90% rispetto a oggi nei prossimi 40 anni.

L’acqua sarà probabilmente uno dei fattori limitanti la futura produzione di cibo nel mondo. Attualmente, 1,6 miliardi di persone vivono in aree in cui l’acqua già scarseggia e si prevede che per il 2025 i 2/3 della popolazione mondiale abiteranno in aree sottoposte a qualche forma di stress idrico.

Stime delle Nazioni Unite evidenziano che l’acqua necessaria per nutrire una persona, a seconda della sua dieta, varia tra le 1000 e le 3000 tonnellare per anno.

 

Inoltre, l’acqua impiegata in agricoltura è meno del 50% dell’acqua sprecata a causa di perdite durante il suo trasporto, di inefficienze del settore agricolo e di perdite sistematiche dovute a vari fattori. Esiste una crescente competizione per i terreni tra coltivazioni a scopo alimentare e coltivazioni per produrre bio-carburanti, per esempio 240 kg di mais sono necessari per produrre 100 litri di etanolo. Quindi, con 2500 litri di acqua, il mondo (noi) può (possiamo) produrre 1 litro di combustibile oppure nutrire una persona per un anno.

Ciò che ognuno di noi può fare nella sua quotidianità è cercare di sprecare meno cibo possibile. Iniziamo a fare la spesa portando una lista che compileremo mano a mano che finiamo gli alimenti durante la settimana, proseguiamo cercando di non stipare il frigorifero e la dispensa di più di quanto non ci sia necessario, per evitare di buttare cibo ancora commestibile o di farlo andare a male in casa. Impegniamoci ad acquistare prodotti di stagione (per approfondimenti sulle coltivazioni fuori stagione in Italia, clicca qui) e consumare il più possibile alimenti locali.

Il futuro della Terra e dei suoi abitanti è nelle mani di ciascuno di noi.

Vi lasciamo con l’animazione realizzata dal comitato per la Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite

https://youtu.be/4q6unaOiTzk

Ecco la nostra traduzione

“Ogni goccia d’acqua viaggia ininterrottamente attraverso il cielo, il suolo e i ruscelli…attraverso le nostre vite…e di nuovo verso la natura.

In molti posti, il nostro ambiente è danneggiato, lasciandoci con acqua inquinata o addirittura senza acqua.

La Natura è un’infrastruttura verde. Un sistema che ci fornisce l’acqua di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e prosperare.

Foreste e campi in salute prevengono il dilavmento dei terreni e delle sostanze chimiche verso i fiumi.

I laghi, le paludi e le piane alluvionali immagazzinano, purificano e controllano le acque.

In questa Giornata Mondiale dell’Acqua, esploriamo le soluzioni della natura alle nostre sfide idriche.

Giornala Mondiale dell’Acqua 2018 – La risposta è nella natura”

 

Per informazioni e materiali: www.worldwaterday.org www.un.org www.fao.org

Vi aspettiamo giovedì prossimo!

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Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna

Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista

 

Il tempo delle fragole

Pubblicatodi il Mar 15, 2018 in Save Humans Thursday
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Le fragole sono già arrivate sui banchi di ortofrutta, ma è questa la loro stagione? Coltivate in serra o in campo aperto, locali o importate, biologiche o convenzionali: quali sono le differenze per i consumatori e per l’ambiente?

Il nuovo articolo per la settimana n. 13 del progetto #SaveHumansThursday, 54 settimane per parlare dell’impatto ambientale del cibo su Francesca De Filippis – Biologo Nutrizionista Bologna e Dott.ssa Livia Galletti Biologo Nutrizionista.

Vi aspettiamo giovedì prossimo!